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martedì 9 giugno 2009
Yahoo Answers
Con più di 90 milioni di utenti in tutto il mondo, Yahoo! Answers è la più grande community di condivisione di conoscenza sul Web. Answers è una comunità dove puoi fare domande e ottenere risposte vere da persone fisiche. È divertente ed istruttivo perché puoi inviare domande su qualunque argomento, da quello serio a quello frivolo. Inoltre, puoi fornire il tuo aiuto agli altri utenti rispondendo alle loro domande. Il gioco sta nel condividere ciò che sai e ciò che vuoi sapere. Pertanto non tenerti per te le domande, rispondendoti da solo... entra e inizia a condividere le informazioni!
martedì 28 ottobre 2008
presidenziali usa
Per aiutare gli americani a decidere sul voto, c'è questa utile tabella riassuntiva
http://www.2decide.com/table.htm
http://www.2decide.com/table.htm
martedì 7 ottobre 2008
I problemi quotidiani della nostra Italia...part I
Il premier: «Sarà reato fare i graffiti»
Berlusconi: procedura d'urgenza per sanzionare i graffitari. Sgarbi: bisogna distinguere. E Penati: sbaglia
Graffitari in azione (Emblema)Decretazione senza quartiere. In tutti i campi. Perché «soltanto attraverso i decreti legge è possibile il cambiamento». Non è la prima volta che il premier lo dice, anzi. Ma ieri sera, concludendo la festa del Popolo della libertà in corso a Milano, Silvio Berlusconi è apparso più determinato che mai. E anzi, ha annunciato che adotterà la procedura d'urgenza anche per sanzionare i graffitari, coloro che devastano il volto delle città armati di bombolette spray. «Non è possibile — ha tuonato il premier — che ancora ci siano certi comportamenti: sporcare i luoghi pubblici deve diventare un reato. Sull'argomento presenterò un ddl al prossimo Consiglio dei ministri di venerdì a Napoli». Il premier sembra fermarsi e invece riprende indignato: «Bisogna farla finita con i cosiddetti graffiti perché in alcune nostre città non sembra di stare in Europa ma in Africa».
Berlusconi: procedura d'urgenza per sanzionare i graffitari. Sgarbi: bisogna distinguere. E Penati: sbaglia
Graffitari in azione (Emblema)Decretazione senza quartiere. In tutti i campi. Perché «soltanto attraverso i decreti legge è possibile il cambiamento». Non è la prima volta che il premier lo dice, anzi. Ma ieri sera, concludendo la festa del Popolo della libertà in corso a Milano, Silvio Berlusconi è apparso più determinato che mai. E anzi, ha annunciato che adotterà la procedura d'urgenza anche per sanzionare i graffitari, coloro che devastano il volto delle città armati di bombolette spray. «Non è possibile — ha tuonato il premier — che ancora ci siano certi comportamenti: sporcare i luoghi pubblici deve diventare un reato. Sull'argomento presenterò un ddl al prossimo Consiglio dei ministri di venerdì a Napoli». Il premier sembra fermarsi e invece riprende indignato: «Bisogna farla finita con i cosiddetti graffiti perché in alcune nostre città non sembra di stare in Europa ma in Africa».
mercoledì 24 settembre 2008
Camorra, Maroni: nel Casertano è in atto una guerra civile
Nel Casertano «siano in presenza di una vera e propria guerra civile che la camorra ha dichiarato allo Stato». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nell'informativa urgente in Senato sulla situazione dell'ordine pubblico nel casertano. Il ministro dell'Interno ha sottolineato «le finalità di terrorismo per diffondere terrore» tra la popolazione che hanno contraddistinto gli episodi avvenuti lo scorso 18 settembre con la morte in due agguati camorristici di sette persone. La risposta dello Stato. «Il governo - ha detto Maroni - intende proseguire con ancora maggiore fermezza nel contrasto alla criminalità organizzata. Siamo in presenza di una vera e propria guerra civile che la camorra ha dichiarato allo stato. E lo Stato deve rispondere con tutti i mezzi per riaffermare il controllo di legalità su tutto il territorio nazionale». Per questo motivo, ha proseguito Maroni, «il consiglio dei ministri di ieri ha approvato un decreto legge con nuove misure urgenti per il contrasto alla criminalità organizzata e all'immigrazione clandestina con il quale si dispone tra l'altro l'invio di 500 militari nelle aree dove di ritiene necessario assicurare un più efficace controllo dei territori particolarmente colpiti da fenomeni di emergenza criminale».Troppi camorristi agli arresti domiciliari. Solo nel comune di Castelvolturno «ci sono 118 persone agli arresti domiciliari»: un numero che rende difficile o impossibile qualsiasi controllo. «Invito il Parlamento - ha aggiunto Maroni - a fare una riflessione, a studiare una iniziativa» che porti a una riduzione dei benefici e degli arresti domiciliari per coloro che sono accusati di reati di mafia. Secondo Maroni sono state rivolte «accuse ingenerose» alle forze dell'ordine dopo l'arresto di Alfonso Cesarano, uno dei presunti componenti del gruppo di fuoco che ha agito lo scorso 18 settembre in quanto era agli arresti domiciliari. Il titolare del Viminale ha «confermato il pieno e incondizionato apprezzamento per l'opera svolta dalle forze dell'ordine». La concessione dei benefici a persone accusate di reati di mafia - ha sottolineato il ministro - «è spoporzionata» e rischia di vanificare i controlli in un'area ad alto rischio per le infiltrazioni delle organizzazioni criminali.
Note su Roberto Maroni: Il 7 maggio 2008 Berlusconi gli ha affidato l'incarico di Ministro dell'Interno.
Note su Roberto Maroni: Il 7 maggio 2008 Berlusconi gli ha affidato l'incarico di Ministro dell'Interno.
lunedì 28 luglio 2008
Frode da 25 mld dollari

Tempi duri per Ubs (Virt-X: UBSN.VX - notizie) . Oltre a essere entrata nel mirino degli agenti del fisco di Washington con il sospetto di aver aiutato facoltosi contribuenti americani a evadere le tasse, il gruppo bancario svizzero è ora accusata di frode. Il procuratore generale di New York, Andrew Cuomo, ha fatto causa a Ubs accusandola di frode per 25 miliardi di dollari ai suoi clienti. Secondo Cuomo, l'istituto di credito avrebbe incoraggiato gli investitori a comprare i prodotti finanziari di tipo "auction rate securities", pur sapendo che la crisi globale avrebbe sfavorito quel mercato. Anche il Texas e il Massachussetts hanno aperto un procedimento sulla gestione di questi prodotti. Ubs si è difesa e ha risposto di aver agito sempre "in modo onesto ed eticamente corretto".
giovedì 26 giugno 2008
Attenti alle vostre fiction!
Come ben sappiamo, spesso il mondo della tv non è pulito, dal momento che raccomandazioni e scambi di favore di ogni tipo potrebbero essere sempre alle porte. Tuttavia sappiamo anche che ciò non accade solo in tv.
Vi posto un articolo interessante, che contiene un mini elenco di casi di attualità. Leggete che è interessante!
ROMA - Nuove intercettazioni sul settimanale Espresso in edicola venerdì relative ai rapporti tra il premier Silvio Berlusconi, allora capo dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà.
BORDON - In particolare il settimanale porta alla luce i rapporti tra Berlusconi e un componente dell'Autorità delle Comunicazioni, Giancarlo Innocenzi, e le pressioni su «Tex Willer» (soprannome del senatore Willer Bordon) che ha una moglie attrice, perché lasciasse la maggioranza.
SACCÀ - Le telefonate, tratte dai brogliacci di intercettazione depositati negli atti del processo di Napoli, si riferiscono al telefono in Rai di Agostino Saccà, direttore delle fiction (il settore della televisione di Stato con il budget più ricco). Per i magistrati, Saccà lavora nella struttura pubblica progettando il suo futuro di imprenditore privato. Adesso rischia il processo penale e c'è già un procedimento disciplinare interno della Rai. Saccà, dunque, è preso d'assalto per raccomandare soubrette e attrici. Ecco chi lo chiama.
CONFALONIERI - Il 21 settembre 2007 gli telefona Fedele Confalonieri: «Mi dicono che la società Albatross di Alessandro Jacchia stia facendo per voi la fiction "Il bene e il male". Per la parte del magistrato donna ci starebbe bene Simona Borioni (attrice di 'Vivere') e siccome sia l'agente dell'attrice, Pellegrini, che il regista ne hanno parlato con Jacchia, insomma "le chiedevo se poteva interessarsene"».
LETIZIA MORATTI - Secondo i documenti in mano all'Espresso il sindaco di Milano raccomanda la moglie del suo braccio destro, Paolo Glisenti. Ma il provino va male e arriva la telefonata di Luciana Barazzoni, assistente personale della Moratti e dice che i suoi capi, Letizia Moratti e Glisenti, oggi segretario generale dell'Expo 2015, tenevano molto al provino per Eliana. Ma Saccà dice che non decide da solo, c'è una commissione e comunque lui ce l'ha messa tutta.
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LUCA BARBARESCHI - Il 19 giugno 2007 il neo deputato della Pdl, Luca Barbareschi, discute con Saccà di una fiction da girare in Sicilia con il contributo della Regione. Chiede 3 milioni e 900 mila euro. Saccà non sgancia più di 3,6 milioni. Barbareschi replica che allora non si fa. Poi Fabrizio Del Noce, a suo dire, gli blocca il contratto, il 18 settembre chiama infuriato da New York. L'amico Agostino gli promette che, attraverso Andrea Ronchi, farà chiamare il direttore generale Cappon.
GIANNI LETTA - Il 4 ottobre 2007 chiama Saccà per raccomandare Giuditta Saltarini, la vedova dell'amico Renato Rascel, per un provino a 'Un posto al sole'. Quattro giorni dopo Saccà chiama il produttore della fiction, Roberto Sessa, e chiede della Saltarini. Il 12 ottobre Francesco Nardella, capostruttura fiction, chiama Saccà e gli dice: «Ma quanto tieni a Giuditta Saltarini?». Saccà risponde: «Tanto, perché è segnalata da Letta». Però, la Saltarini non ha ottenuto la parte. Letta ci riprova il primo ottobre quando raccomanda Ruggiero Marino, ex redattore de Il Tempo, che vorrebbe scrivere sceneggiature. Agostino si impegna a farlo lavorare come consulente. Detto fatto. Due settimane dopo, Saccà chiede al produttore se può inserire il giornalista come consulente della sceneggiatura del 'Terremoto di Messina'. Venti minuti dopo Saccà chiama al telefono Letta e gli dice che sta con Marino e che per la sceneggiatura del 'Terremoto di Messina' è tutto a posto. Letta chiama di nuovo un mese dopo per ricordare a Saccà il figlio di Simona Izzo, Francesco Venditti. Saccà si impegna a chiamarlo presto. Maurizio Costanzo il 26 giugno raccomanda a Saccà Brigitta Boccoli per il provino che ha sostenuto per 'Incantesimo'. Il 21 settembre del 2007 chiama di nuovo per Giulietta Revel per il cast di 'David Copperfield'.
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MARIO LANDOLFI - Il parlamentare di An, presidente della commissione di Vigilanza Rai chiama il 16 ottobre del 2007 per il produttore Piero Di Lorenzo. Segnala che il produttore ha speso più di quanto la Rai vuole riconoscergli. Saccà dice che ci stanno lavorando. Gennaro Malgieri, il consigliere della Rai in quota An, chiama per raccomandare la società di Gabriella Bontempo, la moglie di Italo Bocchino, parlamentare di An. La Bontempo vuole la lettera di attivazione che non arriva ed è preoccupata. Sollecitato da Malgieri, Saccà telefona ad Antonio Marano. Marano comunica a lui e non a Malgieri l'invio della lettera alla Bontempo. Una raccomandazione a buon fine e una nuova richiesta: Marano, contestualmente, gli chiede di far lavorare nella fiction una ragazza di Luino, in provincia di Varese.
CLAUDIO PETRUCCIOLI - Il presidente della Rai interviene per 'Il capitano', una fiction sulle Fiamme Gialle, in un certo giorno perché il comando generale preme per quella collocazione. Inoltre il 26 luglio Matilde Bernabei parla di un attore per cui si è interessato il presidente, Claudio. Stanno pensando dove inserirlo.
GIOVANNI MINOLI - Il 27 giugno 2007 Saccà incontra Berlusconi e sponsorizza la nomina di Minoli a direttore generale al posto di Cappon. Il 24 luglio Saccà torna sull'argomento con Minoli e gli spiega che ne ha riparlato con Berlusconi. Minoli dice che bisogna forzare su Urbani e Saccà conferma che Urbani ha un margine molto forte sul presidente.
PIERO FASSINO - Il produttore di 'Incantesimo' Guido De Angelis annuncia a Saccà che «Piero Fassino ha telefonato alla De Santis (capostruttura Rai) per perorare la loro causa». Successivamente anche Carlotta Ercolino lo avverte che Fassino, «suo amico di famiglia», sarebbe intervenuto sulla De Santis. Il 21 giugno la collaboratrice di Saccà, Paola, parla del progetto di Cuillo per una fiction su Anna Magnani. Il 7 agosto, mentre Saccà, secondo l'Espresso, sta cercando di convincere qualche senatore a mollare Prodi per far cadere il governo, il braccio destro di Fassino gli chiede il video della fiction 'Il cielo è sempre più blu' da proiettare alla Festa dell'Unità.
FRANCESCO RUTELLI - Il 27 giugno chiama il vicedirettore generale Rai Giancarlo Leone che ricorda a Saccà che un mese prima gli aveva inviato una lettera in cui raccontava che erano andati da lui il produttore Saraceni e Maria Scicolone a proporre una fiction sulla famiglia Loren. Leone vuole dare una risposta alla Scicolone e, spiega, vuole dare un segnale di attenzione a Francesco Rutelli, che aveva mandato da lui il produttore e la Scicolone.
Che ne pensate? Politica e spettacolo, come sempre insieme?
Vi posto un articolo interessante, che contiene un mini elenco di casi di attualità. Leggete che è interessante!
ROMA - Nuove intercettazioni sul settimanale Espresso in edicola venerdì relative ai rapporti tra il premier Silvio Berlusconi, allora capo dell'opposizione, e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà.
BORDON - In particolare il settimanale porta alla luce i rapporti tra Berlusconi e un componente dell'Autorità delle Comunicazioni, Giancarlo Innocenzi, e le pressioni su «Tex Willer» (soprannome del senatore Willer Bordon) che ha una moglie attrice, perché lasciasse la maggioranza.
SACCÀ - Le telefonate, tratte dai brogliacci di intercettazione depositati negli atti del processo di Napoli, si riferiscono al telefono in Rai di Agostino Saccà, direttore delle fiction (il settore della televisione di Stato con il budget più ricco). Per i magistrati, Saccà lavora nella struttura pubblica progettando il suo futuro di imprenditore privato. Adesso rischia il processo penale e c'è già un procedimento disciplinare interno della Rai. Saccà, dunque, è preso d'assalto per raccomandare soubrette e attrici. Ecco chi lo chiama.
CONFALONIERI - Il 21 settembre 2007 gli telefona Fedele Confalonieri: «Mi dicono che la società Albatross di Alessandro Jacchia stia facendo per voi la fiction "Il bene e il male". Per la parte del magistrato donna ci starebbe bene Simona Borioni (attrice di 'Vivere') e siccome sia l'agente dell'attrice, Pellegrini, che il regista ne hanno parlato con Jacchia, insomma "le chiedevo se poteva interessarsene"».
LETIZIA MORATTI - Secondo i documenti in mano all'Espresso il sindaco di Milano raccomanda la moglie del suo braccio destro, Paolo Glisenti. Ma il provino va male e arriva la telefonata di Luciana Barazzoni, assistente personale della Moratti e dice che i suoi capi, Letizia Moratti e Glisenti, oggi segretario generale dell'Expo 2015, tenevano molto al provino per Eliana. Ma Saccà dice che non decide da solo, c'è una commissione e comunque lui ce l'ha messa tutta.
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LUCA BARBARESCHI - Il 19 giugno 2007 il neo deputato della Pdl, Luca Barbareschi, discute con Saccà di una fiction da girare in Sicilia con il contributo della Regione. Chiede 3 milioni e 900 mila euro. Saccà non sgancia più di 3,6 milioni. Barbareschi replica che allora non si fa. Poi Fabrizio Del Noce, a suo dire, gli blocca il contratto, il 18 settembre chiama infuriato da New York. L'amico Agostino gli promette che, attraverso Andrea Ronchi, farà chiamare il direttore generale Cappon.
GIANNI LETTA - Il 4 ottobre 2007 chiama Saccà per raccomandare Giuditta Saltarini, la vedova dell'amico Renato Rascel, per un provino a 'Un posto al sole'. Quattro giorni dopo Saccà chiama il produttore della fiction, Roberto Sessa, e chiede della Saltarini. Il 12 ottobre Francesco Nardella, capostruttura fiction, chiama Saccà e gli dice: «Ma quanto tieni a Giuditta Saltarini?». Saccà risponde: «Tanto, perché è segnalata da Letta». Però, la Saltarini non ha ottenuto la parte. Letta ci riprova il primo ottobre quando raccomanda Ruggiero Marino, ex redattore de Il Tempo, che vorrebbe scrivere sceneggiature. Agostino si impegna a farlo lavorare come consulente. Detto fatto. Due settimane dopo, Saccà chiede al produttore se può inserire il giornalista come consulente della sceneggiatura del 'Terremoto di Messina'. Venti minuti dopo Saccà chiama al telefono Letta e gli dice che sta con Marino e che per la sceneggiatura del 'Terremoto di Messina' è tutto a posto. Letta chiama di nuovo un mese dopo per ricordare a Saccà il figlio di Simona Izzo, Francesco Venditti. Saccà si impegna a chiamarlo presto. Maurizio Costanzo il 26 giugno raccomanda a Saccà Brigitta Boccoli per il provino che ha sostenuto per 'Incantesimo'. Il 21 settembre del 2007 chiama di nuovo per Giulietta Revel per il cast di 'David Copperfield'.
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MARIO LANDOLFI - Il parlamentare di An, presidente della commissione di Vigilanza Rai chiama il 16 ottobre del 2007 per il produttore Piero Di Lorenzo. Segnala che il produttore ha speso più di quanto la Rai vuole riconoscergli. Saccà dice che ci stanno lavorando. Gennaro Malgieri, il consigliere della Rai in quota An, chiama per raccomandare la società di Gabriella Bontempo, la moglie di Italo Bocchino, parlamentare di An. La Bontempo vuole la lettera di attivazione che non arriva ed è preoccupata. Sollecitato da Malgieri, Saccà telefona ad Antonio Marano. Marano comunica a lui e non a Malgieri l'invio della lettera alla Bontempo. Una raccomandazione a buon fine e una nuova richiesta: Marano, contestualmente, gli chiede di far lavorare nella fiction una ragazza di Luino, in provincia di Varese.
CLAUDIO PETRUCCIOLI - Il presidente della Rai interviene per 'Il capitano', una fiction sulle Fiamme Gialle, in un certo giorno perché il comando generale preme per quella collocazione. Inoltre il 26 luglio Matilde Bernabei parla di un attore per cui si è interessato il presidente, Claudio. Stanno pensando dove inserirlo.
GIOVANNI MINOLI - Il 27 giugno 2007 Saccà incontra Berlusconi e sponsorizza la nomina di Minoli a direttore generale al posto di Cappon. Il 24 luglio Saccà torna sull'argomento con Minoli e gli spiega che ne ha riparlato con Berlusconi. Minoli dice che bisogna forzare su Urbani e Saccà conferma che Urbani ha un margine molto forte sul presidente.
PIERO FASSINO - Il produttore di 'Incantesimo' Guido De Angelis annuncia a Saccà che «Piero Fassino ha telefonato alla De Santis (capostruttura Rai) per perorare la loro causa». Successivamente anche Carlotta Ercolino lo avverte che Fassino, «suo amico di famiglia», sarebbe intervenuto sulla De Santis. Il 21 giugno la collaboratrice di Saccà, Paola, parla del progetto di Cuillo per una fiction su Anna Magnani. Il 7 agosto, mentre Saccà, secondo l'Espresso, sta cercando di convincere qualche senatore a mollare Prodi per far cadere il governo, il braccio destro di Fassino gli chiede il video della fiction 'Il cielo è sempre più blu' da proiettare alla Festa dell'Unità.
FRANCESCO RUTELLI - Il 27 giugno chiama il vicedirettore generale Rai Giancarlo Leone che ricorda a Saccà che un mese prima gli aveva inviato una lettera in cui raccontava che erano andati da lui il produttore Saraceni e Maria Scicolone a proporre una fiction sulla famiglia Loren. Leone vuole dare una risposta alla Scicolone e, spiega, vuole dare un segnale di attenzione a Francesco Rutelli, che aveva mandato da lui il produttore e la Scicolone.
Che ne pensate? Politica e spettacolo, come sempre insieme?
sabato 21 giugno 2008
Crisi subprime, in un anno cadute tante teste eccellenti
A poco più di un anno dallo scoppio della crisi dei mutui subprime, innescata lo scorso luglio dal fallimento di due hedge fund di Bear Stearns, arrivano la maxi indagine federale sulla crisi e i primi arresti, anche eccellenti.Ma nel frattempo le teste cadute a Wall Street a causa dei subprime sono già molte, così come le società che sono state travolte dall'onda lunga della crisi. In manette nelle ultime ore sono finiti proprio i due gestori degli hedge fund di Bears Stearns, Ralph Cioffi e Matthew Tannin, che hanno provocato poi l'effetto domino sul mercato, dichiarando l'avvio della crisi. E quasi in contemporanea con i primi due arresti eccellenti, sui quali gravano - e questa è la novità - accuse penali, il Dipartimento di Giustizia e l'Fbi hanno reso nota la propria maxi-indagine che, apertasi lo scorso marzo, ha già portato alla condanna di 173 persone su 283 arresti e 406 incriminati.Di vittime, negli ultimi dodici mesi, la crisi dei mutui subprime ne ha fatte molte. Fra queste Bear Stearns, la più piccola delle banche d'affari statunitense, sull'orlo del fallimento e salvata in extremis da un'azione congiunta JpMorgan-Fed.Alcuni nomi di primo piano di Wall Street sono stati costretti a cedere i posti di comando, travolti dalle ingenti perdite e svalutazioni ammesse: fra questi Marcel Ospel (Ubs), Charles 'Chuck' Prince (Citigroup) e Stanley ÒNeil (Merrill Lynch). Determinante nella crisi il ruolo giocato dalla Fed che, modificando il proprio consueto atteggiamento, è intervenuta massicciamente sia sul mercato (concendendo alle banche d'affari di accedere alla finestra di tasso di sconto) sia a supporto dell'economia (riducendo drasticamente i tassi di interesse al 2%). La crisi e il crollo di Bear Stearns hanno acceso un forte dibattito sulla normativa in vigore negli Usa e soprattutto sul ruolo della Fed, per la quale in molti chiedono più poteri e maggiore accesso alle informazioni delle banche d'affari. Il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson, lo ha ribadito anche nelle ultime ore: alla Fed devono andare più poteri per garantire la stabilità dei mercati.Nelle ultime ore le novità, soprattutto legali, legate alla crisi si sono succedute: - Le autorità newyorkesi arrestano due ex manager di Bear Stearns, accusandoli di frode. I legali di Cioffi e Tannin respingono le accuse ma per i loro assistiti il rischio è di oltre 20 anni di prigione. Tannin, infatti, rischia 20 anni per frode e complotto, mentre Cioffi ne rischia 40 in quanto su di lui grava anche l'accusa di insider trading.- L'Fbi e il Dipartimento di giustizia rendono noti i primi risultati dell'operazione 'malicous mortgagè, che dal 1 marzo ha portato all'arresto di 273 persone, di cui oltre 170 già condannate, su 406 incriminanti. Solo nelle ultime 24 ore gli arresti sono stai 60. L'indagine Fbi-Dipartimento di Giustizia non è collegata con quella che ha portato alla cattura dei due ex manager Bear Stearns.
Crisi mutui, scure Fbi: 60 arresti eccellenti a Wall Street
La scure dell'Fbi si abbatte sulla crisi dei mutui, assumendo le dimensioni di una vera e propria retata su Wall Street, ritenuta da più parti la responsabile della crisi dei mutui subprime. L'operazione "malicious mortgage", lanciata il 1 marzo dalle autorità federali e dal dipartimento di giustizia, ha portato all'arresto di 283 persone, di cui 173 già condannate, su un totale di 406 incriminati.Solo nelle ultime ventiquattro ore gli arresti sono stati 60 tra trader, operatori finanziari, manager e banchieri. A finire ammanettati, nell'ambito di un'altra indagine avente per oggetto sempre i mutui subprime, sono stati anche due ex manager di Bear Stearns, accusati di frode, complotto e insider trading. Ralph Cioffi e Matthew Tannin, gestori di hedge fund falliti che facevano capo a Bear Stearns, sono stati prelevati dalle rispettive abitazioni a Manhattan e nel New Jersey e ora si trovano a dover rispondere davanti alle autorità del fallimento dei fondi speculativi che hanno acceso la miccia della crisi subprime.I dati diffusi dal Dipartimento di Giustizia e dall'Fbi non lasciano adito a dubbi sulla volontà delle autorità di volerci vedere chiaro su una crisi che ha messo in ginocchio l'economia e i mercati americani. «Le frodi relative ai mutui e ai titoli collegati rappresentano una minaccia per la nostra economia, per la stabilità del mercato immobiliare e per la tranquillità di milioni di americani», spiega il viceprocuratore generale, Mark Filip, sottolineando che l'operazione dimostra «l'impegno e la determinazione del Dipartimenti di giustizia nel combattere schemi criminali e aiutare il ripristino della stabilità e della fiducia nei mercati immobiliari e del credito.L'operazione ha fatto emergere 144 casi di frode, con perdite per 1 miliardo di dollari, con arresti solo nelle ultime 24 ore di 60 persone a Chicago, Houston, Miami e altre decine di località statunitensi. "L'operazione mira a distruggere individui e gruppi coinvolti in frodi sui mutui. L'Fbi - spiega Robert S. Mueller, direttore del Fedral Bureau of Investigation - continuerà a dirigere le indagini e combattere contro le frodi che minacciano la nostra economia".Nell'ambito di un'altra indagine, sempre incentrata sui mutui subprime, sono finiti in manette Cioffi e Tannin sui quali pesa l'accusa di inganno a scapito degli investitori: dalle indagini sarebbe infatti emerso che i due ex manager erano perfettamente al corrente del cattivo stato di salute dei fondi, anche se pubblicamente affermavano il contrario rassicurando e allo stesso tempo ingannando gli investitori.A inchiodare Ciotti e Tannin sarebbe uno scambio di e-mail: Tannin dal suo indirizzo di posta elettronica privato proponeva a Ciotti di discutere della chiusura degli hedge fund. Proposta che Cioffi accettava invitandolo nella sua casa in New Jersey. Ambedue erano a conoscenza delle difficoltà dei fondi ma, nonostante questo, quattro giorni dopo, nel corso di una conference call, Cioffi, pur dichiarando che i risultati dei fondi speculativi erano in calo, constatava apertamente che non c'erano problemi di liquidità e che il portafoglio titoli era solido.Il fallimento dei fondi è costato agli investitori 1,6 miliardi di dollari."Il suo fondo è stato il primo a fallire e questo lo rende una preda facile, ma non significa che abbia fatto qualcosa di sbagliato", spiega l'avvocato di Cioffi, Edward Little, sottolineando che "perdere soldi non è un crimine". "Il mio cliente è innocente ed è il capro espiatorio per un'estesa crisi dei mercati", afferma invece uno dei legali di Tannin, Susan Brune. "C'è molta pressione politica ad andare avanti nelle indagini in questo settore", constata Dan Richman, ex pubblico ministero e ora professore alla Columbia Law School.Nell'illustrare i risultati preliminari dell'indagine e spiegare le motivazioni alla base dell'arresto di Cioffi e Tannin, le autorità sottolineato che "gli arresti degli ex manager di Bear Stearns danno un segno della enormità e della grossolanità della loro cattiva condotta. Hanno gravemente violato la fiducia pubblica", tradendo gli investitori che regolarmente non venivano messi al corrente dell'andamento reale dei propri investimenti.Cioffi e Tannin non sono i primi a scivolare su uno scambio di e-mail: prima di loro si erano cacciati nei guai con la posta elettronica Henry Blodget (Merrill Lynch), Jack Grubman (Citigroup) e Frank QUattrone (Credit Suisse First Boston).
Camorra, confermati gli ergastoli per i boss dei Casalesi
Confermato l'ergastolo per 16 boss del clan camorristico dei Casalesi. La prima sezione della Corte di assise di appello di Napoli ha ribadito, infatti, la condanna emessa in primo grado. Massima pena, dunque, per Francesco Schiavone (Sandokan), Francesco Bidognetti (Cicciotto 'e mezzanotte) e per i quattro latitanti: Michele Zagaria, Antonio Iovine, Mario Caterino e Raffaele Diana. Ergastolo anche per Giuseppe Caserino, Cipriano D'Alessandro, Enrico Martinelli, Sebastiano Panaro, Giuseppe Russo, Walter Schiavone, Luigi Venosa, Alfredo Zara, Vincenzo Zagaria e Francesco Schiavone (Cicciariello).E' una «vittoria dello Stato», ha commentato lo scrittore Roberto Saviano, autore del libro "Gomorra", che ha ascoltato in aula la sentenza, anche se «resta ancora molto da fare». È soddisfatto della sentenza anche il pg Francesco Iacone, rappresentante dell'accusa nel processo in Corte d'Assise d'appello contro i Casalesi: «La sostanza della sentenza di primo grado - dice Iacone - è confermata, tranne qualche punto che mi riservo di valutare. Le attenuanti generiche sono state concesse solo agli imputati che hanno ammesso i fatti e hanno confessato».
19 Giugno 2008 fonte: il sole 24 ore
19 Giugno 2008 fonte: il sole 24 ore
Berlusconi: «Veltroni è un amministratore fallito, lasci la politica»
«Veltroni si preoccupi delle notizie terrificante sui conti di Roma che vanno sotto la sua responsabilità. Su questo chiederemo ad un istituto internazionale una completa due diligence. Se sono confermate le notizie si tratterà di una bancarotta e gli amministratori di Roma saranno dei falliti che non potranno continuare a governare». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi a Bruxelles, rispondendo ad una domanda sulla dura opposizione annunciata dal leader del Pd, Walter Veltroni, per l'autunno.
20 Giugno 2008
20 Giugno 2008
domenica 8 giugno 2008
Riparato il guasto alla centrale nucleare slovena
È stata sostituita la valvola nella centrale di Krsko (Slovenia) che aveva provocato il fermo totale dell'impianto nucleare provocando un allarme a livello europeo. L'equipe dei tecnici specializzati, all'opera dalle 5 di ieri mattina, ha completato in queste ore l'innesto che serve da interruttore dei cicli di misurazione dell'acqua del sistema di raffreddamento. Secondo il direttore della centrale Stane Rozman tutto procede secondo i piani e l'impianto potrebbe venire riattivato entro martedì o al più tardi mercoledì. Prima dell'inizio dei lavori sono state effettuate le dovute misurazioni - ha spiegato Rozman - precisando che i livelli di radioattività sono sempre stati contenuti entro livelli di assoluta normalità. La sostituzione della valvola è durata 24 ore il guasto verrà completamente eliminato entro oggi.Secondo la direzione di Krsko si tratta di un intervento di assoluta routine, anche se nel frattempo l'inattività del reattore ha provocato alla centrale una perdita di un milione di euro al giorno. Rozman ha commentato anche alcune notizie apparse sui giornali secondo le quali il guasto al sistema di raffreddamento sarebbe stato segnalato già una ventina di giorni fa e che di conseguenza nell'ambiente circostante la centrale sarebbero stati riscontrati livelli di radioattività superiori alla norma. «Niente di più falso - ha detto Rozman - che ha smentito categoricamente queste illazioni». Il direttore dell'impianto ha anche detto che «è stato un errore aver informate le autorità europee» in quanto secondo Rozman «l'allarme va denunciato solamente in presenza di una fuga radioattiva o in un situazione di potenziale pericolo, condizioni queste che non c'erano».
Finalmente il pubblico impiego viene razionalizzato
Finalmente aria di novità tra gli enti pubblici. Si spera che questo possa far procedere a un maggiore sviluppo e a maggiori efficienze (e penso proprio di si), affinchè i benefici possano essere estesi a tutto il popolo italiano, e senz'altro anche ai conti pubblici (i quali per ora sono disastrati impensabilmente).
I pubblici dipendenti potranno essere licenziati per scarso rendimento, ma anche se si fingeranno malati o se, in caso di esubero, rifiuteranno il trasferimento in un altro ufficio. Verranno rafforzati i controlli giornalieri durante le assenze per malattia e il medico che attesterà il falso – se pubblico dipendente – perderà il posto di lavoro. La produttività sarà direttamente commisurata ai risultati ottenuti dal dipendente, sia come singolo sia all'interno della struttura in cui opera. E sarà responsabilizzata la dirigenza.Sono questi i caposaldi del piano di riforma del lavoro pubblico che ieri il ministro Renato Brunetta ha consegnato ai leader sindacali, nei due incontri programmati di mattina (con Ugl e Confsal) e nel pomeriggio (con Cgil, Cisl e Uil) al tavolo che è proseguito in serata con i tecnici del ministero e i rappresentanti delle categorie. Vediamo nel dettaglio le novità, iniziando dalle indennità premiali che «non potranno più essere corrisposte in modo indifferenziato, a prescindere dalla qualità del lavoro svolto», ma «secondo la valutazione della qualità del prodotto e dei servizi resi». Il sistema di valutazione che sarà ancorato alla qualità dei servizi erogati – con l'obbligo di pubblicità per gli indicatori di produttività, di valutazione e di rendimento dei dipendenti – avrà effetto sulla progressione della carriera che non avverrà più in base ad automatismi legati all'anzianità di servizio. Sarà introdotto un sistema di rilevamento del personale in esubero, in quanto non più funzionale alla struttura o considerato inutile sotto il profilo della competenza e della professionalità. In quest'ultimo caso il pubblico dipendente sarà messo a disposizione ricevendo la sola retribuzione di base, per essere poi, una volta riqualificato, assegnato a un'altra amministrazione. Se rifiuterà di trasferirsi verrà licenziato. Si prevede la modifica della disciplina delle sanzioni, inserendo con norme di legge clausole inderogabili dalla contrattazione collettiva e definendo le violazioni che provocheranno il licenziamento; tra queste, lo scarso rendimento, la falsa attestazione di malattia (sarà reato di truffa aggravata). Verrà semplificato il procedimento disciplinare per agevolarne la conclusione e garantire l'effettiva irrogazione della sanzione. Anche il medico – se pubblico dipendente - sarà licenziato se certificherà una falsa malattia. Il dirigente avrà maggiori poteri disciplinari e sarà responsabile, in caso di omesso avvio del procedimento per scarso rendimento individuale e della struttura che dirige. La progressione nella carriera avverrà in prevalenza «attraverso procedure selettive pubbliche di tipo concorsuale», sarà soggetta a «valutazioni rigorose», cui saranno collegate le indennità di risultato che «non saranno corrisposte in modo indifferenziato, ma attribuite a un numero limitato di dirigenti, in base ai risultati conseguiti». In attesa dell'avvio del nuovo procedimento di valutazione, si prevede di congelare le indennità di risultato. Quanto alla contrattazione di secondo livello, sarà collegata alla «situazione economica e finanziaria dell'ente», con il coinvolgimento della Corte dei Conti per un controllo complessivo della spesa. E' previsto anche il riordino dell'Aran, con l'istituzione di un Agenzia dotata di ampi poteri di rappresentanza per la parte pubblica, di indirizzo e controllo della contrattazione collettiva.Quanto alle reazioni, i sindacati hanno mosso anzitutto un rilievo metodologico, sostenendo che «non va alterato il rapporto tra gli interventi fatti dal governo in via normativa e quanto è affidato ai contratti», altrimenti «il contratto nazionale si svuota di significato». Un altro nodo da sciogliere riguarda il piano Tremonti: «Siamo preoccupati perché il ministro dell'Economia sta pensando a tagli indiscriminati - ha detto Guglielmo Epifani (Cgil) - in particolare agli organici e ai precari». Raffaele Bonanni (Cisl), nel ribadire l'intenzione di collaborare alla realizzazione del piano industriale, ha chiesto al ministro «di garantire risorse per la chiusura dei contratti» e «l'estensione al pubblico impiego della detassazione degli straordinari». Anche per Paolo Pirani (Uil) serve «una risposta concreta da parte del Governo sui rinnovi contrattuali». Per Renata Polverini (Ugl) è «positiva anche la volontà del ministro di riformare l'Aran».
I pubblici dipendenti potranno essere licenziati per scarso rendimento, ma anche se si fingeranno malati o se, in caso di esubero, rifiuteranno il trasferimento in un altro ufficio. Verranno rafforzati i controlli giornalieri durante le assenze per malattia e il medico che attesterà il falso – se pubblico dipendente – perderà il posto di lavoro. La produttività sarà direttamente commisurata ai risultati ottenuti dal dipendente, sia come singolo sia all'interno della struttura in cui opera. E sarà responsabilizzata la dirigenza.Sono questi i caposaldi del piano di riforma del lavoro pubblico che ieri il ministro Renato Brunetta ha consegnato ai leader sindacali, nei due incontri programmati di mattina (con Ugl e Confsal) e nel pomeriggio (con Cgil, Cisl e Uil) al tavolo che è proseguito in serata con i tecnici del ministero e i rappresentanti delle categorie. Vediamo nel dettaglio le novità, iniziando dalle indennità premiali che «non potranno più essere corrisposte in modo indifferenziato, a prescindere dalla qualità del lavoro svolto», ma «secondo la valutazione della qualità del prodotto e dei servizi resi». Il sistema di valutazione che sarà ancorato alla qualità dei servizi erogati – con l'obbligo di pubblicità per gli indicatori di produttività, di valutazione e di rendimento dei dipendenti – avrà effetto sulla progressione della carriera che non avverrà più in base ad automatismi legati all'anzianità di servizio. Sarà introdotto un sistema di rilevamento del personale in esubero, in quanto non più funzionale alla struttura o considerato inutile sotto il profilo della competenza e della professionalità. In quest'ultimo caso il pubblico dipendente sarà messo a disposizione ricevendo la sola retribuzione di base, per essere poi, una volta riqualificato, assegnato a un'altra amministrazione. Se rifiuterà di trasferirsi verrà licenziato. Si prevede la modifica della disciplina delle sanzioni, inserendo con norme di legge clausole inderogabili dalla contrattazione collettiva e definendo le violazioni che provocheranno il licenziamento; tra queste, lo scarso rendimento, la falsa attestazione di malattia (sarà reato di truffa aggravata). Verrà semplificato il procedimento disciplinare per agevolarne la conclusione e garantire l'effettiva irrogazione della sanzione. Anche il medico – se pubblico dipendente - sarà licenziato se certificherà una falsa malattia. Il dirigente avrà maggiori poteri disciplinari e sarà responsabile, in caso di omesso avvio del procedimento per scarso rendimento individuale e della struttura che dirige. La progressione nella carriera avverrà in prevalenza «attraverso procedure selettive pubbliche di tipo concorsuale», sarà soggetta a «valutazioni rigorose», cui saranno collegate le indennità di risultato che «non saranno corrisposte in modo indifferenziato, ma attribuite a un numero limitato di dirigenti, in base ai risultati conseguiti». In attesa dell'avvio del nuovo procedimento di valutazione, si prevede di congelare le indennità di risultato. Quanto alla contrattazione di secondo livello, sarà collegata alla «situazione economica e finanziaria dell'ente», con il coinvolgimento della Corte dei Conti per un controllo complessivo della spesa. E' previsto anche il riordino dell'Aran, con l'istituzione di un Agenzia dotata di ampi poteri di rappresentanza per la parte pubblica, di indirizzo e controllo della contrattazione collettiva.Quanto alle reazioni, i sindacati hanno mosso anzitutto un rilievo metodologico, sostenendo che «non va alterato il rapporto tra gli interventi fatti dal governo in via normativa e quanto è affidato ai contratti», altrimenti «il contratto nazionale si svuota di significato». Un altro nodo da sciogliere riguarda il piano Tremonti: «Siamo preoccupati perché il ministro dell'Economia sta pensando a tagli indiscriminati - ha detto Guglielmo Epifani (Cgil) - in particolare agli organici e ai precari». Raffaele Bonanni (Cisl), nel ribadire l'intenzione di collaborare alla realizzazione del piano industriale, ha chiesto al ministro «di garantire risorse per la chiusura dei contratti» e «l'estensione al pubblico impiego della detassazione degli straordinari». Anche per Paolo Pirani (Uil) serve «una risposta concreta da parte del Governo sui rinnovi contrattuali». Per Renata Polverini (Ugl) è «positiva anche la volontà del ministro di riformare l'Aran».
giovedì 5 giugno 2008
Suocera-wrestling
Le battaglie per le elezioni sono ormai passate da un po'. Eppure ci arrivano ancora notizie in merito. Questa storia, molto buffa, vede protagonista una famiglia di Cassino (Frosinone). Qui una signora ottantenne armata di borsetta e di bastone ha picchiato violentemente il genero. Perchè aveva votato per Silvio Berlusconi. “Un uomo che non mantiene la sua parola non è un uomo“. Con queste motivazioni la signora ha aggredito il marito della figlia, non tra le mura domestiche, ma nella pubblica piazza di Cassino: tutta colpa del voto espresso alle recenti elezioni politiche. L’uomo, ovviamente, ha denunciato la donna, per averlo malmenato, che se l’è cavata con qualche danno e qualche escoriazione: ora chiede un risarcimento di 10.000 euro sia per danni materiali sia per quelli morali. Sicuramente questa nonnina ha energia da vendere. Peccato che l'abbia scaricata a suon di borsetta contro il genero!
mercoledì 4 giugno 2008
incidente nucleare in Slovenia: nessuna fuga radioattiva
Sfogliando le pagine web del sole 24, mi è venuto in mente di riportare qua una notizia relativa all'incidente avvenuto oggi in Slovenia
La Commissione europea ha annunciato di aver ricevuto una segnalazione di un incidente alla centrale nucleare di Krsko, spiegando che è già stata attivata la procedura di sicurezza per lo spegnimento dell'impianto. Il messaggio d'allerta, spiega un comunicato, è arrivato alle 17.38 e al momento di diffondere la nota (ore 18.27) la potenza del reattore è stata ridotta al 22%. Secondo quanto riferito dalla Commissione europea, si è verificata una perdita di liquido dal sistema di raffreddamento principale della centrale nucleare di Krsko. La cittadina è situata nel sud-ovest della Slovenia, e secondo le carte stradali risulta essere a 188 chilometri da Trieste. L'incidente è stato segnalato a Bruxelles attraverso il sistema di allarme nucleare rapido Ecurie, con il quale l'esecutivo Ue ha successivamente informato tutti gli Stati membri. La Commissione assicura che "il team d'emergenza della Direzione generale Trasporti ed Energia (Tren) rimane allerta fino a quando non arriveranno ulteriori informazioni e la situazione sarà pienamente sotto controllo".
La Ue: nessuna fuga radioattiva Un portavoce della Commissione europea ha poi confermato che non ci sono state fughe di radioattività e che le procedure messe in atto dalla Slovenia sono state corrette. La Commissione, ha aggiunto, attende ora ulteriori informazioni sulla situazione.
In via precauzionale, tuttavia, l'impianto è stato chiuso «per qualche ora».
La Commissione europea ha annunciato di aver ricevuto una segnalazione di un incidente alla centrale nucleare di Krsko, spiegando che è già stata attivata la procedura di sicurezza per lo spegnimento dell'impianto. Il messaggio d'allerta, spiega un comunicato, è arrivato alle 17.38 e al momento di diffondere la nota (ore 18.27) la potenza del reattore è stata ridotta al 22%. Secondo quanto riferito dalla Commissione europea, si è verificata una perdita di liquido dal sistema di raffreddamento principale della centrale nucleare di Krsko. La cittadina è situata nel sud-ovest della Slovenia, e secondo le carte stradali risulta essere a 188 chilometri da Trieste. L'incidente è stato segnalato a Bruxelles attraverso il sistema di allarme nucleare rapido Ecurie, con il quale l'esecutivo Ue ha successivamente informato tutti gli Stati membri. La Commissione assicura che "il team d'emergenza della Direzione generale Trasporti ed Energia (Tren) rimane allerta fino a quando non arriveranno ulteriori informazioni e la situazione sarà pienamente sotto controllo".
La Ue: nessuna fuga radioattiva Un portavoce della Commissione europea ha poi confermato che non ci sono state fughe di radioattività e che le procedure messe in atto dalla Slovenia sono state corrette. La Commissione, ha aggiunto, attende ora ulteriori informazioni sulla situazione.
In via precauzionale, tuttavia, l'impianto è stato chiuso «per qualche ora».
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