ROMA - Per il popolo dei sedentari la speranza arriva dal Canada: 6 minuti alla settimana a tutta birra e la forma fisica è assicurata. Una ricerca condotta da Martin Gibala, direttore del Dipartimento di Cinetica alla McMaster University dell’Ontario, potrebbe esplorare confini audaci nel mondo del fitness. Lo racconta il New York Times. E il pezzo è diventato subito uno dei più letti dell’edizione online del quotidiano.
Nel suo laboratorio Gibala ha applicato a un gruppo di studenti (tutti in buona forma fisica, ma nessun atleta professionista) ciò che all’Istituto nazionale per la salute e la nutrizione del Giappone avevano fatto qualche anno prima con i topi. Un gruppo di ratti era stato fatto nuotare liberamente in una piscina per 6 ore, mentre contemporaneamente un altro gruppo era stato sottoposto a stimoli esterni, con tanto di zavorra addizionale, e fatto nuotare freneticamente per 20 secondi e riposare per 10. Uno sforzo estenuante fatto a intervalli regolari per un totale di 4 minuti. A esperimento concluso, i ricercatori giapponesi hanno esaminato le fibre muscolari sia dei topi maratoneti, sia di quelli sottoposti a un esercizio sfiancante ma limitato nel tempo, scoprendo che in entrambi si erano verificate identiche modificazioni molecolari che presagivano un miglioramento della capacità di resistenza. Gibala ha applicato la stessa sperimentazione alla macchina umana, sottoponendo i suoi studenti a uno sforzo simile: per loro ha programmato un allenamento alla cyclette differenziato. Un gruppo ha pedalato 3 volte alla settimana a un ritmo sostenibile per 2 ore, gli altri hanno sparato tutto quello che avevano in corpo in 6 «ripetute» di 20-30 secondi, intervallate da 4 minuti di recupero. Dopo due settimane tutti gli studenti, senza distinzione tra chi aveva pedalato 6 ore e chi lo aveva fatto al massimo delle proprie possibilità per 6 minuti, avevano incrementato la propria forma fisica.
«Il numero e la dimensione dei mitocondri sono aumentati in modo sensibile — sostiene il professor Gibala — un risultato che prima di questo studio veniva associato solo a lavori di lunga durata». L’aumento del volume dei mitocondri ha un grande impatto sulle prestazioni di resistenza, migliorando l’utilizzazione dell’ossigeno da parte delle fibre muscolari. Una frontiera interessante, che se esplorata potrà evidenziare come pochi minuti di sforzo estremo possano essere sufficienti per mettersi in forma. E le palestre all’improvviso potrebbero riempirsi dei forzati del tutto e subito. Enrico Arcelli, professore al Dipartimento di salute, alimentazione e sport dell’università di Milano, l’uomo che ha «inventato » la grande avventura del record dell’ora di Francesco Moser, è scettico: «Non conosco questi studi e dico che sarebbe davvero bello se fosse così. Oggi sappiamo che per avere dei risultati si deve migliorare non solo la funzionalità del cuore, ma anche quella della periferia, perché i muscoli devono essere in grado di utilizzare l’ossigeno che arriva loro attraverso il sangue. Uno stimolo troppo intenso produce acido lattico che va a inibire lo sviluppo dei mitocondri: a quel punto il risultato diventerebbe controproducente. Ecco perché nell’allenamento c’è sempre un limite di intensità dello sforzo oltre il quale è inutile, se non dannoso, andare».
Arcelli è scettico: «È provato che la massima riduzione del rischio di infarto, fino al 50 per cento, si ha correndo 75 chilometri alla settimana. Ma già con 30 km il rischio si abbatte del 40 per cento. E per perdere peso senza modificare la propria dieta, con tutti i miglioramenti indiretti quali l’abbassamento della pressione, la produzione del colesterolo buono, la riduzione del diabete, bisogna correre almeno 6 chilometri al giorno… ». Più possibilista è Paolo Bonolis, classe 1961, che lo sport lo pratica per divertimento. Buon tennista, sempre in campo nelle «partite del cuore» di calcio, considera il tempo dedicato alla cura della forma fisica importante «non solo per il fisico, ma anche per lo spirito». La novità lo incuriosisce: «Chi ha solo 6 minuti alla settimana da dedicarsi può stare tranquillo! Ci dà dentro come un pazzo e il risultato è ottenuto. Mi sembra, però, una situazione un po’ bizzarra; mi fa pensare alla differenza fra slow food e fast food. Sei minuti e via, tutto finito e hai tempo per fare le altre cose. Interessante, ma che rottura».
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lunedì 29 giugno 2009
martedì 9 giugno 2009
Yahoo Answers
Con più di 90 milioni di utenti in tutto il mondo, Yahoo! Answers è la più grande community di condivisione di conoscenza sul Web. Answers è una comunità dove puoi fare domande e ottenere risposte vere da persone fisiche. È divertente ed istruttivo perché puoi inviare domande su qualunque argomento, da quello serio a quello frivolo. Inoltre, puoi fornire il tuo aiuto agli altri utenti rispondendo alle loro domande. Il gioco sta nel condividere ciò che sai e ciò che vuoi sapere. Pertanto non tenerti per te le domande, rispondendoti da solo... entra e inizia a condividere le informazioni!
mercoledì 14 gennaio 2009
Kettlebells-punti di forza
Grazie hai Kettlebells potrete allenare molteplici qualità fisiche del vostro corpo, tra cui
L'allenamento con i kettlebell è tra i modi migliori per sviluppare tutte le qualità fisica, nessuna esclusa.Infatti lavorando in modo e con esercitazioni specifiche è possibile incrementare:
Forza: ossia la capacità di opporsi ad una resistenza esterna tramite una contrazione muscolare
Potenza: la capacità di produrre la massima forza nel minor tempo possibile
Velocità: la capacità di svolgere un gesto nella minor frazione di tempo
Flessibilità: la capacità di compiere gesti con l'impiego dell'escursione articolare più ampia possibile sia in forma attiva che passiva.
Coordinazione: l'abilità di gestire nello spazio le varie parti del corpo in base alle diverse situazioni
Resistenza muscolare: la capacità di protrarre nel tempo una prestazione fisica
Resistenza cardiovascolare: la capacità del cuore di irrorare e sostenere il lavoro dei muscoli coinvolti nel gesto sportivo.
L'allenamento con i kettlebell è tra i modi migliori per sviluppare tutte le qualità fisica, nessuna esclusa.Infatti lavorando in modo e con esercitazioni specifiche è possibile incrementare:
Forza: ossia la capacità di opporsi ad una resistenza esterna tramite una contrazione muscolare
Potenza: la capacità di produrre la massima forza nel minor tempo possibile
Velocità: la capacità di svolgere un gesto nella minor frazione di tempo
Flessibilità: la capacità di compiere gesti con l'impiego dell'escursione articolare più ampia possibile sia in forma attiva che passiva.
Coordinazione: l'abilità di gestire nello spazio le varie parti del corpo in base alle diverse situazioni
Resistenza muscolare: la capacità di protrarre nel tempo una prestazione fisica
Resistenza cardiovascolare: la capacità del cuore di irrorare e sostenere il lavoro dei muscoli coinvolti nel gesto sportivo.

Il kettlebell, detto anche Girya, è semplicemente una palla di ghisa con una maniglia.Come sostine Pavel Tsatsouline, un kettlebell è " una palla di cannone con una maniglia. È una palestra completa che si tiene in una mano." E' nessuna frase è più vera che questa!
E' un attrezzo antichissimo, pensate che le prime versione rudimentali erano già presenti tra i monaci di Shaolin che le utilizzavano per migliorare forza e resistenza muscolare.I kettlebells furono per molto tempo gli unici strumenti d'allenamento in Russia, utilizzati sia a livello scolastico, sia nell'allenamento sportivo e soprattutto per l'addestramento e l'allenamento dell'esercito russo.Al giorno d'oggi i Girya sono utilizzati da numerosissimi preparatori fisici per allenare i propri atleti, utilizzati nell'allenamento delle forze armate e di squadre speciali di diversi paesi e da un infinità sempre crescente di appassionati di allenamento per mantenersi e migliorare la propria condizione fisica.In Italia sono arrivati da poco e sono rivolti principalmente a squadre sportive, preparatori atletici e veri appassionati d'allenamento. Ma per i più sono oggetti sconosciuti, colpa molto dei media e di chi deve fare corretta informazione. E sapete il perché? Semplice, il loro costo non è elevatissimo e funzionano realmente, pochi ci guadagnerebbero e quindi molto meglio vendere per miracolate pedane vibranti, elettrostimolatori, attrezzi del momento, ecc…, ecc…
E' un attrezzo antichissimo, pensate che le prime versione rudimentali erano già presenti tra i monaci di Shaolin che le utilizzavano per migliorare forza e resistenza muscolare.I kettlebells furono per molto tempo gli unici strumenti d'allenamento in Russia, utilizzati sia a livello scolastico, sia nell'allenamento sportivo e soprattutto per l'addestramento e l'allenamento dell'esercito russo.Al giorno d'oggi i Girya sono utilizzati da numerosissimi preparatori fisici per allenare i propri atleti, utilizzati nell'allenamento delle forze armate e di squadre speciali di diversi paesi e da un infinità sempre crescente di appassionati di allenamento per mantenersi e migliorare la propria condizione fisica.In Italia sono arrivati da poco e sono rivolti principalmente a squadre sportive, preparatori atletici e veri appassionati d'allenamento. Ma per i più sono oggetti sconosciuti, colpa molto dei media e di chi deve fare corretta informazione. E sapete il perché? Semplice, il loro costo non è elevatissimo e funzionano realmente, pochi ci guadagnerebbero e quindi molto meglio vendere per miracolate pedane vibranti, elettrostimolatori, attrezzi del momento, ecc…, ecc…
Il kettlebell risulta uno strumento d'allenamento ideale per chi desidera essere più forte, più esplosivo, più resistente, apparire più tonico e perdere quel chili di troppo. Tutti possono usufruire delle potenzialità dei kettlebells. Allenarsi con i Girya è estremamente faticoso ma i risultati che ne deriveranno sono fantastici e incredibili. Ideali per chi a poco tempo di andare in palestra e per chi desidera allenarsi nella tranquillità di casa propria o nel parco sotto casa. Basta comprare due kettlebells del peso adatto e si può da subito iniziare ad allenarsi.
Il peso del kettlebell viene calcolato con una vecchia unità di misura russa chiamata "Pood". Una kettlebell di 1 Pood equivale a 16 kg. Generalmente i kettlebell si trovano del peso di 4, 8, 12, 16, 24 e 32 kg. Esistono anche versioni di 48 kg, denominati "bulldog".
Per scegliere il kettlebell del peso giusto, in base al proprio livello di condizione fisica consultate la tabella seguente, i pesi sono espressi in Kg:
Il peso del kettlebell viene calcolato con una vecchia unità di misura russa chiamata "Pood". Una kettlebell di 1 Pood equivale a 16 kg. Generalmente i kettlebell si trovano del peso di 4, 8, 12, 16, 24 e 32 kg. Esistono anche versioni di 48 kg, denominati "bulldog".
Per scegliere il kettlebell del peso giusto, in base al proprio livello di condizione fisica consultate la tabella seguente, i pesi sono espressi in Kg:
giovedì 23 ottobre 2008
Classifica dei falli...i calci più duri
In una recente classifica stilata dalla rivista brittanica 'Times', sono finiti i 50 giocatori più duri che abbiano mai calcato i campi da calcio.TRE CAMPIONI DEL MONDO 82' - Ben tre sono gli italiani che hanno trovato posto nelle prime dieci posizioni. Si tratta dei campioni del mondo dell'1982 Claudio Gentile, Giuseppe Bergomi e Marco Tardelli, definiti dal Times "The bad, the badder and the baddest" (il cattivo, più cattivo e il cattivissimo).
Gentile, per il quotidiano britannico, "non aveva niente di gentile". Bergomi viene addirittura paragonato ad un ex componente di "Cosa Nostra". E Tardelli "ha provocato più cicatrici dei chirurghi dell'ospedale di Harefield", come detto in passato da Jimmy Graeves (ex Milan). C'E' MATERAZZI - Subito dietro ai tre azzurri, al dodicesimo posto, l'attaccante Giuseppe Lorenzo, che nel 1990, in un Parma-Bologna del campionato di Serie A, riuscì a farsi espellere per una gomitata rifilata ad Apolloni dieci secondo dopo essere entrato in campo.
Divenendo così il cartellino rosso più veloce della storia del calcio. Al 30° posto Romeo Benetti: "maligno centrocampista ultra difensivo". Non poteva poi mancare Marco Materazzi (45°) definito "l'uomo dalla personalità imprevedibile". GOIKOETXEA 'IL MACELLAIO' - Nessun italiano trova posto nel podio dei più duri giocatori di calcio, riservato allo spagnolo Andoni Goikoetxea (1°), il "macellaio di Bilbao" che non esitò a rompere la caviglia di Maradona, a Stuart Pearce (2°), soprannominato "Psycho" e grande dispensatore di testate, e al francese Basile Boli (3°), uno dei pochi che non ebbe paura di sfidare in un "testa a testa" lo stesso Pearce.
Gentile, per il quotidiano britannico, "non aveva niente di gentile". Bergomi viene addirittura paragonato ad un ex componente di "Cosa Nostra". E Tardelli "ha provocato più cicatrici dei chirurghi dell'ospedale di Harefield", come detto in passato da Jimmy Graeves (ex Milan). C'E' MATERAZZI - Subito dietro ai tre azzurri, al dodicesimo posto, l'attaccante Giuseppe Lorenzo, che nel 1990, in un Parma-Bologna del campionato di Serie A, riuscì a farsi espellere per una gomitata rifilata ad Apolloni dieci secondo dopo essere entrato in campo.
Divenendo così il cartellino rosso più veloce della storia del calcio. Al 30° posto Romeo Benetti: "maligno centrocampista ultra difensivo". Non poteva poi mancare Marco Materazzi (45°) definito "l'uomo dalla personalità imprevedibile". GOIKOETXEA 'IL MACELLAIO' - Nessun italiano trova posto nel podio dei più duri giocatori di calcio, riservato allo spagnolo Andoni Goikoetxea (1°), il "macellaio di Bilbao" che non esitò a rompere la caviglia di Maradona, a Stuart Pearce (2°), soprannominato "Psycho" e grande dispensatore di testate, e al francese Basile Boli (3°), uno dei pochi che non ebbe paura di sfidare in un "testa a testa" lo stesso Pearce.
martedì 1 luglio 2008
domenica 29 giugno 2008
Lippi torna sulla panchina azzurra. Martedì la presentazione
Marcello Lippi torna alla guida della Nazionale Italiana. Il presidente della Figc Giancarlo Abete lo ha nominato nuovo Commissario tecnico degli Azzurri in sostituzione di Roberto Donadoni. Lippi sarà presentato martedì prossimo, 1° luglio, in una conferenza stampa a Roma.
La Federcalcio ha annunciato con una nota che il presidente Grancarlo Abete «ha comunicato al tecnico decisione di ritenere esaurito il rapporto contrattuale alla naturale scadenza». Abete e Donadoni si sono incontrati questo pomeriggio nella sede romana della Figc, in via Allegri. La naturale scadenza del contratto è fissata al 30 giugno 2008, ovvero fra 4 giorni.Nella nota, diffusa «dopo più di due ore di confronto con il ct Donadoni», la Figc spiega di avere tracciato assieme al tecnico «un bilancio dell'attività svolta in questi due anni e dell'andamento degli Europei», chiusi come noto con l'eliminazione dell'Italia ai quarti di finale ai calci di rigore contro la Spagna. «Nel confermare a Donadoni sincera stima personale e apprezzamento per la serietà ed il qualificato impegno professionale che anno contraddistinto il suo lavoro alla guida della nazionale, il presidente Abete - si legge - ha altresì comunicato al tecnico la decisione della Figc di ritenere esaurito il rapporto contrattuale alla naturale scadenza del 30 giugno 2008».Amaro il commento del tecnico: «Dispiace che un calcio di rigore abbia determinato questa situazione. In questi due anni la mia Italia ha fatto anche qualcosa di positivo, un ultima partita non può cancellarlo». Donadoni ha ribadito di non aver rimpianti. Neanche rispetto alla sua scelta contrattuale, ovvero tornare alla formula originaria proposta dalla Federcalcio, per un esaurimento di contratto senza penale economica, i famosi 900 mila euro di cui si è detto e scritto per settimane. «È stata un'esperienza stupenda, la rifarei subito, già domani mattina», ha detto il ct uscente, che ha definito l'incontro con Abete «pacato e sereno».
Io penso che in tutto questo, ci sia una decisione business-oriented. Mi sbaglierò pure, ma quello che vedo è che l'italia non è stata una grande Italia in campo, ma è stata eliminata ai rigori, e di certo non è stata pessima. Quindi, è stato Donadoni, secondo il mio parere, è stato licenziato anche per la sua scarsa popolarità tra noi italiani, e probabilmente c'è dell'altro.
Che ne pensate?
La Federcalcio ha annunciato con una nota che il presidente Grancarlo Abete «ha comunicato al tecnico decisione di ritenere esaurito il rapporto contrattuale alla naturale scadenza». Abete e Donadoni si sono incontrati questo pomeriggio nella sede romana della Figc, in via Allegri. La naturale scadenza del contratto è fissata al 30 giugno 2008, ovvero fra 4 giorni.Nella nota, diffusa «dopo più di due ore di confronto con il ct Donadoni», la Figc spiega di avere tracciato assieme al tecnico «un bilancio dell'attività svolta in questi due anni e dell'andamento degli Europei», chiusi come noto con l'eliminazione dell'Italia ai quarti di finale ai calci di rigore contro la Spagna. «Nel confermare a Donadoni sincera stima personale e apprezzamento per la serietà ed il qualificato impegno professionale che anno contraddistinto il suo lavoro alla guida della nazionale, il presidente Abete - si legge - ha altresì comunicato al tecnico la decisione della Figc di ritenere esaurito il rapporto contrattuale alla naturale scadenza del 30 giugno 2008».Amaro il commento del tecnico: «Dispiace che un calcio di rigore abbia determinato questa situazione. In questi due anni la mia Italia ha fatto anche qualcosa di positivo, un ultima partita non può cancellarlo». Donadoni ha ribadito di non aver rimpianti. Neanche rispetto alla sua scelta contrattuale, ovvero tornare alla formula originaria proposta dalla Federcalcio, per un esaurimento di contratto senza penale economica, i famosi 900 mila euro di cui si è detto e scritto per settimane. «È stata un'esperienza stupenda, la rifarei subito, già domani mattina», ha detto il ct uscente, che ha definito l'incontro con Abete «pacato e sereno».
Io penso che in tutto questo, ci sia una decisione business-oriented. Mi sbaglierò pure, ma quello che vedo è che l'italia non è stata una grande Italia in campo, ma è stata eliminata ai rigori, e di certo non è stata pessima. Quindi, è stato Donadoni, secondo il mio parere, è stato licenziato anche per la sua scarsa popolarità tra noi italiani, e probabilmente c'è dell'altro.
Che ne pensate?
lunedì 23 giugno 2008
Donadoni il giorno dopo la sconfitta: «Non mi dimetto»
«Non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello. Non solo non penso alle dimissioni, non mi pongo neanche il problema di un simile ragionamento». Roberto Donadoni non accetta di salire per l'ennesima volta in questi Europei, sul banco degli imputati: uscire ai calci di rigore non toglie nulla al valore e alla prova del gruppo azzurro, è convinto il ct, che non farà alcun passo indietro e non ha intenzione di togliere il disturbo. «Se una partita persa ai rigori stravolge ogni valutazione ci sta ogni ragionamento», ribadisce Donadoni. «Non è un rigore sbagliato da De Rossi o Di Natale a far cambiare il mio giudizio su questi giocatori. Ho agito con serenità e impegno. Oggi, se avessimo vinto, saremmo tutti bravissimi». Ma la vittoria non c'è stata e un incontro chiarificatore con il presidente federale Abete, per analizzare l'esito dellla spedizione austro-svizzera e le possibili piste da seguire per il prossimo futuro (appuntamento per le qualificazioni ai mondiali sudafricani del 2010) è già imminente. Il faccia a faccia dovrebbe avvenire tra circa una decina di giorni. Le dimissioni no, insomma. Questa è la linea di Donadoni: un gesto che sarrebbe «eccessivo», secondo l'ex calciatore del Milan, e non rispecchierebbe quanto dimostrato a Euro 2008. Prima di partire per gli Europei di Austria e Svizzera il ct azzurro aveva, in verità, ottenuto un rinnovo biennale del contratto con la Federcalcio, anche se l'accordo prolungato prevede una clausola rescissoria di 500mila euro, non molti, considerando la posta in palio in caso di vittoria europea. Inevitabile, a questo punto, che si torni a parlare di Marcello Lippi sulla panchina azzurra. Dopo la conquista della Coppa del Mondo, due anni fa in Germania, il tecnico di Viareggio si è concesso una lunga pausa, preferendo alle offerte giunte dall'Italia e dall'estero un'esperienza da commentatore televisivo per Sky Sport. In questo momento, quindi, Lippi è certamente pronto per subentrare all'allenatore bergamasco sconfitto. Il presidente federale Abete ha comunque definito «positivo» il comportamento della nazionale azzurra ad Euro 2008, concedendo attenuanti al tecnico ed alla squadra: «L'Italia ha affrontato l'Europeo con grande orgoglio, ma anche con qualche problema fisico perché non tutti i giocatori erano in condizione», ha aggiunto. E il pensiero va inevitabilmente a giocatori fiondamentali come il capitano Cannavaro, e a Pirlo e Gattuso, indisponibili per la gara con la Spagna. «Dobbiamo capire se le carenze di questo Europeo sono contingenti o strutturali - sostiene il presidente federale - ci sono nazionali, come la Francia, che sono uscite da questo Europeo con un verdetto: la fine di un ciclo». «Per me l'Europeo è stato esaltante e produttivo. È stato fatto tutto in grande coscienza, questa Italia ha fatto tutto quello che era nelle sue capacità. Se poi vogliamo fare un discorso dei quarti, è diverso. Ma io, ripeto, sono soddisfatto di quello che è stato fatto», sostiene, da parte sua il commissario tecnico. La maledizione dei tiri dal dischetto, comunque, continua a rincorrere Donadoni, che è uscito dalla semifinale mondiale di Italia'90 e dall'Europeo '96 per un errore dal dischetto» e adesso dovrà aggiungere anche Euro 2008. Un primato non certo invidiabile.
domenica 22 giugno 2008
Assalto alla Spagna, sperando in Toni
LE FORMAZIONI - A solleticare la curiosità di tifosi e appassionati, sono le indiscrezioni sulle formazioni che si affronteranno. Nonostante qualche tensione in allenamento (la lite con Sergio Ramos), Aragones ha in realtà solo problemi di abbondanza. Tanto che dovrebbe lasciare ancora una volta in panchina Fabregas e Xabi Alonso (che continua ad attendere la chiamata della Juventus). Davanti Torres e Villa non si discutono. Donadoni, dal canto suo, dovrà reinventarsi il centrocampo, viste le assenze di Pirlo e Gattuso (squalificati). In rialzo sul borsino del ct le quotazioni del romanista Aquilani, che dovrebbe affiancare De Rossi e Ambrosini. Perrotta sembra in vantaggio su Camoranesi per l'ultimo posto disponibile. Confermati, invece, attacco (con Cassano al fianco di Toni, anche se non è da escludere il rientro di Di Natale) e difesa (Zambrotta, Chiellini, Panucci, Grosso e, in porta, Buffon).
ZIDANE - Una curiosità: ad assistere alla partita, domenica sera, ci sarà anche Zinedine Zidane. Proprio lui. Materazzi siederà in panchina, lui in tribuna. E non è difficile indovinare per chi farà il tifo Zizou.
ZIDANE - Una curiosità: ad assistere alla partita, domenica sera, ci sarà anche Zinedine Zidane. Proprio lui. Materazzi siederà in panchina, lui in tribuna. E non è difficile indovinare per chi farà il tifo Zizou.
domenica 15 giugno 2008
news dagli europei
OBERWALTERSDORF (Austria) - «Cosa farà l'Olanda? Io non penso a niente, penso solo a correttezza ed onestà. Il resto sono i soliti discorsi, non servono a niente». Così il ct dell'Italia Roberto Donadoni ha risposto, all'indomani del pari con la Romania ad una domanda sulle sue aspettative e sul rischio che un'Olanda con le riserve possa dare il via libera alla Romania, eliminando così sia Italia sia Francia».
ABETE - «È una preoccupazione naturale e comprensibile» quella che l'Italia avverte in vista della possibilità che l' Olanda affronti martedì prossimo la Romania con una formazione meno competitiva di quella che ha stravinto i confronti con gli azzurri e con la Francia. Lo ammette il presidente della Figc Giancarlo Abete. «Si tratta di un interesse di tutto il calcio europeo dare credibilità al torneo - ha detto Abete in una intervista ai microfoni del Tg1 nell'ambito dell'esclusiva tra Figc e Rai -. Senza dubbio siamo fiduciosi che la terza giornata del nostro girone, sia sul versante della partita con la Francia, sia della partita dell' Olanda con la Romania confermi la credibilità del calcio europeo a livello dell'organizzazione dei campionati europei».
BUFFON - «Confido nella sportività degli olandesi e che van Basten si ricordi di essere amico dell'Italia e soprattutto di Donadoni, faticherei a digerire un'altra eliminazione a causa di una combine come accadde quattro anni fa nel 2-2 tra Danimarca e Svezia». Lo ha scritto Gigi Buffon sul suo blog, riportato da sportmediaset.it. «Auguriamoci quindi che vada tutto bene- ha detto il portiere dell'Italia- Noi in questi giorni ci prepareremo al meglio per la sfida con la Francia». Tornando alla sfida con la Romania, «sono ancora deluso per quanto accaduto, la prestazione della squadra, tengo a precisarlo mi è piaciuta e credo meritassimo di vincere ma sulle decisioni arbitrali non sono per niente d'accordo. Prima il gol annullato a Toni che era assolutamente regolare e poi quel rigore che poteva eliminarci già con 90' d'anticipo... A proposito dell'arbitro Ovrebo ribadisco quanto detto a fine gara: quando una decisione dubbia rischia di mandare a casa una squadra, in questo caso un Paese, ci si deve mettere la mano sulla coscienza ed usare un po' di buon senso. Devo dire che quest'anno gli arbitri scandinavi non ci portano fortuna. Meno male che quel rigore di Mutu l'ho parato e così non abbiamo fatto le valigie anzitempo. Voglio ribadire comunque che la squadra ha giocato bene- ha concluso Buffon- quindi guardiamo il bicchiere mezzo pieno».
UEFASULL'OLANDA - Se l'Olanda martedì contro la Romania schiererà una formazione composta per lo più da riserve «non è contrario al regolamento»: lo ha detto il portavoce dell'Uefa William Gaillard. «Non è contrario al regolamento - ha spiegato Gaillard durante un incontro con i giornalisti - la maggior parte delle squadre spera di poter giocate il terzo incontro senza sfide. Ciò permette di far riposare alcuni giocatori e farne giocare altri. Di fare turn over. Se ricordo bene - ha aggiunto . a Euro 2004 la Repubblica Ceca in condizioni simili aveva schierato un gruppo di riserve contro la Germania e aveva vinto». Una vittoria contro l'Olanda qualificherebbe ai quarti di finale la Romania a spese di Francia e Italia che si affronteranno a Zurigo.
UEFA SUL GOL ITALIA - Sul gol annullato a Luca Toni allo scadere del primo tempo contro la Romania l'arbitro avrebbe giudicato attiva la posizione di fuorigioco di Alessandro Del Piero. Stando a fonti Uefa, le quali escludono qualsiasi giudizio ufficiale su direttori di gara all'indomani di una partita, l'arbitro Henning Ovrebo ha preso una decisione in base alla segnalazione del guardalinee. Il quale, a sua volta, ha giudicato Del Piero in fuorigioco attivo e non passivo e questo tipo di valutazione «non è in alcun caso sindacabile».
OVREBO: SU TONI HO SBAGLIATO - «C'è poco da discutere, sul gol annullato a Toni ho sbagliato: l'ho anche detto alla commissione arbitri Uefa». La confidenza fatta dal norvegese Henning Ovrebo al raduno dei direttori di gara di Euro 2008 interrompe bruscamente la sequela di interpretazioni sull'episodio chiave di Italia-Romania giocata venerdì a Zurigo. E soprattutto riporta, dopo le dichiarazioni fatte in precedenza dall'Uefa, l'episodio alla sua giusta dimensione: un evidente errore.
ABETE - «È una preoccupazione naturale e comprensibile» quella che l'Italia avverte in vista della possibilità che l' Olanda affronti martedì prossimo la Romania con una formazione meno competitiva di quella che ha stravinto i confronti con gli azzurri e con la Francia. Lo ammette il presidente della Figc Giancarlo Abete. «Si tratta di un interesse di tutto il calcio europeo dare credibilità al torneo - ha detto Abete in una intervista ai microfoni del Tg1 nell'ambito dell'esclusiva tra Figc e Rai -. Senza dubbio siamo fiduciosi che la terza giornata del nostro girone, sia sul versante della partita con la Francia, sia della partita dell' Olanda con la Romania confermi la credibilità del calcio europeo a livello dell'organizzazione dei campionati europei».
BUFFON - «Confido nella sportività degli olandesi e che van Basten si ricordi di essere amico dell'Italia e soprattutto di Donadoni, faticherei a digerire un'altra eliminazione a causa di una combine come accadde quattro anni fa nel 2-2 tra Danimarca e Svezia». Lo ha scritto Gigi Buffon sul suo blog, riportato da sportmediaset.it. «Auguriamoci quindi che vada tutto bene- ha detto il portiere dell'Italia- Noi in questi giorni ci prepareremo al meglio per la sfida con la Francia». Tornando alla sfida con la Romania, «sono ancora deluso per quanto accaduto, la prestazione della squadra, tengo a precisarlo mi è piaciuta e credo meritassimo di vincere ma sulle decisioni arbitrali non sono per niente d'accordo. Prima il gol annullato a Toni che era assolutamente regolare e poi quel rigore che poteva eliminarci già con 90' d'anticipo... A proposito dell'arbitro Ovrebo ribadisco quanto detto a fine gara: quando una decisione dubbia rischia di mandare a casa una squadra, in questo caso un Paese, ci si deve mettere la mano sulla coscienza ed usare un po' di buon senso. Devo dire che quest'anno gli arbitri scandinavi non ci portano fortuna. Meno male che quel rigore di Mutu l'ho parato e così non abbiamo fatto le valigie anzitempo. Voglio ribadire comunque che la squadra ha giocato bene- ha concluso Buffon- quindi guardiamo il bicchiere mezzo pieno».
UEFASULL'OLANDA - Se l'Olanda martedì contro la Romania schiererà una formazione composta per lo più da riserve «non è contrario al regolamento»: lo ha detto il portavoce dell'Uefa William Gaillard. «Non è contrario al regolamento - ha spiegato Gaillard durante un incontro con i giornalisti - la maggior parte delle squadre spera di poter giocate il terzo incontro senza sfide. Ciò permette di far riposare alcuni giocatori e farne giocare altri. Di fare turn over. Se ricordo bene - ha aggiunto . a Euro 2004 la Repubblica Ceca in condizioni simili aveva schierato un gruppo di riserve contro la Germania e aveva vinto». Una vittoria contro l'Olanda qualificherebbe ai quarti di finale la Romania a spese di Francia e Italia che si affronteranno a Zurigo.
UEFA SUL GOL ITALIA - Sul gol annullato a Luca Toni allo scadere del primo tempo contro la Romania l'arbitro avrebbe giudicato attiva la posizione di fuorigioco di Alessandro Del Piero. Stando a fonti Uefa, le quali escludono qualsiasi giudizio ufficiale su direttori di gara all'indomani di una partita, l'arbitro Henning Ovrebo ha preso una decisione in base alla segnalazione del guardalinee. Il quale, a sua volta, ha giudicato Del Piero in fuorigioco attivo e non passivo e questo tipo di valutazione «non è in alcun caso sindacabile».
OVREBO: SU TONI HO SBAGLIATO - «C'è poco da discutere, sul gol annullato a Toni ho sbagliato: l'ho anche detto alla commissione arbitri Uefa». La confidenza fatta dal norvegese Henning Ovrebo al raduno dei direttori di gara di Euro 2008 interrompe bruscamente la sequela di interpretazioni sull'episodio chiave di Italia-Romania giocata venerdì a Zurigo. E soprattutto riporta, dopo le dichiarazioni fatte in precedenza dall'Uefa, l'episodio alla sua giusta dimensione: un evidente errore.
Il calciomercato e la pazzia del modello più importante dell'economia
Non sono un esperto di calciomercato, nè tantomeno del calcio. Quanto basta tuttavia per capire in che direzione vanno le squadre e i loro gestori, tanto per usare parole semplici. In questo breve articolo non vi parlerò di bilanci di esercizio, di attività e passività dei club calcistici, bensì di cose molto più comprensibili anche per chi di bilanci non si intende..
Dovete avere però a mente il grafico (o quantomeno il funzionamento) del modello domanda-offerta in economia (e che secondo me può essere esteso a tanti fenomeni sociali, non solo economici). Come ben sapete, quando un bene viene richiesto da molti, e offerto da pochi, il suo valore aumenta. Come quando si fanno le aste, un bene che riceve molti corteggiamenti, vale di più. Quindi, nel mondo calcistico, se un giocatore (un nome a caso, Ronaldo) è desiderato da molte squadre, il suo valore di mercato è in crescita. Fin qui siamo fermi al modello della domanda e dell'offerta, applicato al mondo calcistico. E' più semplice di quel che pensiate. Il problema è che questo modello viene sfruttato per furbe mosse di gestione, e cioè, i giocatori divengono dei mezzi non solo per vincere i match, ma per ottenere certi risultati di gestione di bilancio....Vi sarete accorti di giocatori venduti ad altre squadre, e poi ritornati dopo un po' di tempo alla propria squadra, con valori di mercato anche triplicati. Con questi "trucchi", le squadre aumentano le proprie passività, pagando meno tasse, e aumenano le proprie attività. In poche parole sono tutti trucchetti che permettono loro di avere gestioni tranquille, e che vanno a beneficio ovviamente dei giocatori stessi, i cui stipendi sono da capogiro. Vi chiederete dove sia il problema. Beh, io trovo amorale il fatto che un giocatore, pur meritevole, arrivi a guadagnare 30 milioni di euro, quando scienziati, medici, e altri lavoratori ne guadagnano infinitamente meno. Trovo inoltre che il gioco sia assimilabile a trucchetti che in altri settori appaiono all'occhio di tutti come illegali o non etici. Mi riferisco alle industrie, dove giustamente certi trucchetti sono vietati, mentre là, nel paese dei balocchi dello sport, sono mascherati bene e ben accettati
Infine, in Italia giungono da ogni parte i giocatori più talentuosi, mentre i ricercatori vanno per altre spiagge (U.S.A., Francia..)
Dovete avere però a mente il grafico (o quantomeno il funzionamento) del modello domanda-offerta in economia (e che secondo me può essere esteso a tanti fenomeni sociali, non solo economici). Come ben sapete, quando un bene viene richiesto da molti, e offerto da pochi, il suo valore aumenta. Come quando si fanno le aste, un bene che riceve molti corteggiamenti, vale di più. Quindi, nel mondo calcistico, se un giocatore (un nome a caso, Ronaldo) è desiderato da molte squadre, il suo valore di mercato è in crescita. Fin qui siamo fermi al modello della domanda e dell'offerta, applicato al mondo calcistico. E' più semplice di quel che pensiate. Il problema è che questo modello viene sfruttato per furbe mosse di gestione, e cioè, i giocatori divengono dei mezzi non solo per vincere i match, ma per ottenere certi risultati di gestione di bilancio....Vi sarete accorti di giocatori venduti ad altre squadre, e poi ritornati dopo un po' di tempo alla propria squadra, con valori di mercato anche triplicati. Con questi "trucchi", le squadre aumentano le proprie passività, pagando meno tasse, e aumenano le proprie attività. In poche parole sono tutti trucchetti che permettono loro di avere gestioni tranquille, e che vanno a beneficio ovviamente dei giocatori stessi, i cui stipendi sono da capogiro. Vi chiederete dove sia il problema. Beh, io trovo amorale il fatto che un giocatore, pur meritevole, arrivi a guadagnare 30 milioni di euro, quando scienziati, medici, e altri lavoratori ne guadagnano infinitamente meno. Trovo inoltre che il gioco sia assimilabile a trucchetti che in altri settori appaiono all'occhio di tutti come illegali o non etici. Mi riferisco alle industrie, dove giustamente certi trucchetti sono vietati, mentre là, nel paese dei balocchi dello sport, sono mascherati bene e ben accettati
Infine, in Italia giungono da ogni parte i giocatori più talentuosi, mentre i ricercatori vanno per altre spiagge (U.S.A., Francia..)
lunedì 9 giugno 2008
Scaramanzia: il lunedì porta bene all'Italia
L'esordio del girone di ferro con Romania-Francia alle 18 e Olanda-Italia alle 20.45, nasce sotto una buona stella per gli azzurri. Lunedì 12 giugno 2006, al debutto mondiale, superammo il Ghana, primo passo verso il trionfo .
BERNA (Svi), 9 giugno 2008 - Lunedì. Come quel 12 giugno di due anni fa: Italia-Ghana 2-0. Il trampolino di lancio della marcia trionfale verso il trionfo di Berlino. L'Europeo che ha già esaurito le prime due giornate senza grosse sorprese, si appresta a vivere l'esordio del gruppo C, il girone di ferro; senza dubbio il più affascinante della competizione. Alle 18 Romania-Francia a Zurigo, alle 20.45 a Berna Olanda-Italia. La stampa svizzera punta il suo obiettivo sugli affari di casa. Come il grave infortunio del capitano della Svizzera Frei (lesione ai legamenti di un ginocchio) e la prossima sfida dei rossocrociati contro la Turchia.
Le matin bleu di Neuchatel dedica poco spazio alla sfida-Donadoni-Van Basten, "caratterizzata dagli infortuni" (vedi Cannavaro e Robben). Propone una fotografia di Materazzi e nel tridente d'attacco inserisce Alessandro Del Piero. Blick, che ieri ha definito "scandaloso" l'arbitraggio di Rosetti, snobba l'Italia e dedica molto spazio all'Olanda. Il periodico propone un'ampia intervista a Van der Vart e una galleria fotografica sui tifosi "oranje" che hanno invaso Berna.
Il Tagesanzeiger di Berna esalta (ma così fan tutti) il doppio Podolski che ha regalato la vittoria alla Germania contro la Polonia, e sul match di questa sera allo Stade di Suisse punta su due personaggi: Cannavaro, grande assente, e Luca Toni, considerato lo spauracchio di tutte le difese. Occorre segnalare, in questo senso, la presenza di alcuni tifosi tedeschi, evidentemente anche del Bayern Monaco, scesi dalla Baviera per vedere Luca "Bello e impossibile", come cantavano ieri lungo le strade di Berna.
Il Der Standard di Vienna guarda invece con curiosità alla sfida Donadoni-Van Basten, prodotti della "Sacchi-Schüle", scuola Sacchi. E non si strappa certo i capelli per la sconfitta dell'Austria contro la Croazia. Mentre la tedesca Bild non può ignorare uno dei suoi più gettonati protagonisti: Luca Toni, già pronto a sparare la sua "cannonata", anche se, senza Cannavaro, sottolinea il quotidiano, viene a mancare "il muro di Berlino".
BERNA (Svi), 9 giugno 2008 - Lunedì. Come quel 12 giugno di due anni fa: Italia-Ghana 2-0. Il trampolino di lancio della marcia trionfale verso il trionfo di Berlino. L'Europeo che ha già esaurito le prime due giornate senza grosse sorprese, si appresta a vivere l'esordio del gruppo C, il girone di ferro; senza dubbio il più affascinante della competizione. Alle 18 Romania-Francia a Zurigo, alle 20.45 a Berna Olanda-Italia. La stampa svizzera punta il suo obiettivo sugli affari di casa. Come il grave infortunio del capitano della Svizzera Frei (lesione ai legamenti di un ginocchio) e la prossima sfida dei rossocrociati contro la Turchia.
Le matin bleu di Neuchatel dedica poco spazio alla sfida-Donadoni-Van Basten, "caratterizzata dagli infortuni" (vedi Cannavaro e Robben). Propone una fotografia di Materazzi e nel tridente d'attacco inserisce Alessandro Del Piero. Blick, che ieri ha definito "scandaloso" l'arbitraggio di Rosetti, snobba l'Italia e dedica molto spazio all'Olanda. Il periodico propone un'ampia intervista a Van der Vart e una galleria fotografica sui tifosi "oranje" che hanno invaso Berna.
Il Tagesanzeiger di Berna esalta (ma così fan tutti) il doppio Podolski che ha regalato la vittoria alla Germania contro la Polonia, e sul match di questa sera allo Stade di Suisse punta su due personaggi: Cannavaro, grande assente, e Luca Toni, considerato lo spauracchio di tutte le difese. Occorre segnalare, in questo senso, la presenza di alcuni tifosi tedeschi, evidentemente anche del Bayern Monaco, scesi dalla Baviera per vedere Luca "Bello e impossibile", come cantavano ieri lungo le strade di Berna.
Il Der Standard di Vienna guarda invece con curiosità alla sfida Donadoni-Van Basten, prodotti della "Sacchi-Schüle", scuola Sacchi. E non si strappa certo i capelli per la sconfitta dell'Austria contro la Croazia. Mentre la tedesca Bild non può ignorare uno dei suoi più gettonati protagonisti: Luca Toni, già pronto a sparare la sua "cannonata", anche se, senza Cannavaro, sottolinea il quotidiano, viene a mancare "il muro di Berlino".
domenica 8 giugno 2008
Europei 2008, calendario incontri
Queste le date fondamentali:
Quarti di finale 19/22 Giugno
Semifinali 25/26 Giugno
Finale 29 Giugno.
Italia:
9 Giugno esordio a Zurigo con l’ Olanda (20:45)
13 Giugno partita a Zurigo contro la Romania (18:00)
17 Giugno big-match contro la Francia, Zurigo (20:45)
Eccovi il calendario completo:
http://img525.imageshack.us/img525/940/calendariozt0.jpg
Quarti di finale 19/22 Giugno
Semifinali 25/26 Giugno
Finale 29 Giugno.
Italia:
9 Giugno esordio a Zurigo con l’ Olanda (20:45)
13 Giugno partita a Zurigo contro la Romania (18:00)
17 Giugno big-match contro la Francia, Zurigo (20:45)
Eccovi il calendario completo:
http://img525.imageshack.us/img525/940/calendariozt0.jpg
Europei e ricavi
BASILEA — Euro 2008 parte oggi sotto la pioggia. In tutti i sensi. C'è quella vera, che minaccia Svizzera-Repubblica Ceca, nemmeno fosse autunno da foglie ovviamente morte, e quella finanziaria. Le 31 partite che dovrebbero riportare il calcio al centro del sistema sono già diventate un'occasione di ricavi eccezionali. I vertici Uefa hanno spiegato di aver quantificato in 1.300 milioni di euro i ricavi per questa edizione dell'Europeo. Erano stati 41 i milioni (teorici) nel '92 (ma con otto squadre); 147 nel '96 (la prima volta con 16 nazionali); 230 nel 2000 e 852 in Portogallo quattro anni fa. Il 60 per cento arriva dalla vendita dei diritti ai media e in larghissima parte alle tv (nazionali e a pagamento); il 21 per cento dalla cessione dei diritti commerciali (sponsor e merchandising); il 12 per cento dal programma di ospitalità garantito dalle autorità politiche e locali; il 7 per cento dalla vendita di 1.050.000 biglietti (90 milioni, non di più). I diritti tv sono stati venduti in 200 Paesi del mondo e per la prima volta la negoziazione è avvenuta non più su base collettiva. L'agenzia Sportfive, che si è occupata della vendita, ha chiuso accordi separati con Rai (Italia), che ha pagato 115 milioni per tutte le piattaforme, Tf1 e M6 (Francia), Nos (Olanda), Cctv (Cina), Tbs (Giappone), Espn (Americhe), Al Jazeera (Medio Oriente e Africa settentrionale).
Allestire questo Europeo è costato 600 milioni di euro: 234 per le spese vive legate all'organizzazione vera e propria; 30 milioni per la logistica; 50 per spese di produzione. Ci sono poi 184 milioni di montepremi destinati alle sedici finaliste. Ognuna di esse ha un minimo garantito di 7,5 milioni; nella prima fase una vittoria vale un milione e un pareggio la metà. Chi arriva nei quarti porta a casa altri due milioni; alle quattro semifinaliste vanno tre milioni. Chi gioca la finale del 29 giugno allo stadio Ernst Happel di Vienna guadagna 4,5 milioni se perde e 7,5 milioni se torna a casa con la coppa. Chi diventa campione d'Europa, avendo vinto anche le tre partite della prima fase, non può lamentarsi: 23 milioni di euro di guadagno sono una bella cifra. La differenza fra ricavi e spese porta ad un utile di 700 milioni di euro che l'Uefa nel prossimo quadriennio distribuirà fra le 53 federazioni associate: 450 milioni verranno destinati ad attività di sviluppo (costruzione di stadi, centri di allenamento per i giovani, finanziamento dei vivai); 250 milioni serviranno non soltanto a coprire i costi della struttura di Nyon, ma aiuteranno il finanziamento dei tornei giovanili e femminili oltre alla formazione di arbitri e allenatori.
I soldi sono davvero tanti e i ritorni importanti anche sul pil di Svizzera e Austria, ma c'è anche chi teme che si tratti di una bolla speculativa, soprattutto per quanto riguarda i diritti tv. Patrick Coting, esperto elvetico di marketing sportivo, ha parlato di «un record nei ricavi derivanti dalla cessione dei diritti tv, che difficilmente potrà essere migliorato, se non puntando ancora sul mercato asiatico. In Europa si può soltanto scendere, incrementi non sono più possibili. Per quanto riguarda i diritti tv, si è passati dai 50 milioni di dodici anni fa agli 800 di adesso. Non credo che gli spettatori siano aumentati di sedici volte o che la tecnica delle riprese sia sedici volte migliore. Se l'Uefa fosse quotata in Borsa, io avrei già provveduto a vendere le mie azioni». Riflessioni importanti, ma questo è il momento dell'euforia collettiva. «Abbiamo costruito un Europeo perfetto, stadi nuovi, tecnologie d'avanguardia, il meglio del meglio», ha spiegato Martin Kallen, presidente del comitato organizzatore. Applausi e sorrisi. Finché dura.
Allestire questo Europeo è costato 600 milioni di euro: 234 per le spese vive legate all'organizzazione vera e propria; 30 milioni per la logistica; 50 per spese di produzione. Ci sono poi 184 milioni di montepremi destinati alle sedici finaliste. Ognuna di esse ha un minimo garantito di 7,5 milioni; nella prima fase una vittoria vale un milione e un pareggio la metà. Chi arriva nei quarti porta a casa altri due milioni; alle quattro semifinaliste vanno tre milioni. Chi gioca la finale del 29 giugno allo stadio Ernst Happel di Vienna guadagna 4,5 milioni se perde e 7,5 milioni se torna a casa con la coppa. Chi diventa campione d'Europa, avendo vinto anche le tre partite della prima fase, non può lamentarsi: 23 milioni di euro di guadagno sono una bella cifra. La differenza fra ricavi e spese porta ad un utile di 700 milioni di euro che l'Uefa nel prossimo quadriennio distribuirà fra le 53 federazioni associate: 450 milioni verranno destinati ad attività di sviluppo (costruzione di stadi, centri di allenamento per i giovani, finanziamento dei vivai); 250 milioni serviranno non soltanto a coprire i costi della struttura di Nyon, ma aiuteranno il finanziamento dei tornei giovanili e femminili oltre alla formazione di arbitri e allenatori.
I soldi sono davvero tanti e i ritorni importanti anche sul pil di Svizzera e Austria, ma c'è anche chi teme che si tratti di una bolla speculativa, soprattutto per quanto riguarda i diritti tv. Patrick Coting, esperto elvetico di marketing sportivo, ha parlato di «un record nei ricavi derivanti dalla cessione dei diritti tv, che difficilmente potrà essere migliorato, se non puntando ancora sul mercato asiatico. In Europa si può soltanto scendere, incrementi non sono più possibili. Per quanto riguarda i diritti tv, si è passati dai 50 milioni di dodici anni fa agli 800 di adesso. Non credo che gli spettatori siano aumentati di sedici volte o che la tecnica delle riprese sia sedici volte migliore. Se l'Uefa fosse quotata in Borsa, io avrei già provveduto a vendere le mie azioni». Riflessioni importanti, ma questo è il momento dell'euforia collettiva. «Abbiamo costruito un Europeo perfetto, stadi nuovi, tecnologie d'avanguardia, il meglio del meglio», ha spiegato Martin Kallen, presidente del comitato organizzatore. Applausi e sorrisi. Finché dura.
giovedì 5 giugno 2008
Forza Cannavaro!
ROMA - Roberto Donadoni ha firmato mercoledi' il contratto che lo lega alla panchina azzurra per altri due anni, come aveva annunciato nei giorni scorsi il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete.
L'ufficializzazione è arrivata, con uno scarno comunicato dal sito della Figc, che ha riportato la ratifica dell’accordo con il commissario tecnico, che rimarrà così alla guida dell’Italia fino ai Mondiali del 2010.
L'accordo con la Figc era stato annunciato già il 20 maggio, il giorno delle preconvocazioni per gli Europei, adesso tutto è stato messo ufficialmente nero su bianco. Altri due anni insieme quindi, fino alle porte dei Mondiali del 2010, con però una clausola di rescissione libera (che può essere esercitata quindi sia da parte della Federazione che del ct), entro 10 giorni dalla fine di questi Europei.
Questo evento può autare il nostro guru del pallone a riprendersi anche moralmente e riprendere in fretta la sua attività all'interno della nazionale.
L'ufficializzazione è arrivata, con uno scarno comunicato dal sito della Figc, che ha riportato la ratifica dell’accordo con il commissario tecnico, che rimarrà così alla guida dell’Italia fino ai Mondiali del 2010.
L'accordo con la Figc era stato annunciato già il 20 maggio, il giorno delle preconvocazioni per gli Europei, adesso tutto è stato messo ufficialmente nero su bianco. Altri due anni insieme quindi, fino alle porte dei Mondiali del 2010, con però una clausola di rescissione libera (che può essere esercitata quindi sia da parte della Federazione che del ct), entro 10 giorni dalla fine di questi Europei.
Questo evento può autare il nostro guru del pallone a riprendersi anche moralmente e riprendere in fretta la sua attività all'interno della nazionale.
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