domenica 28 settembre 2008

Notizie della mia amata...città

(ANSA) - VENEZIA, 28 SET - Il Gruppo Benetton per 53 mln di euro ha vinto l'asta per il Fontego dei Tedeschi, edificio di 10 mila mq sul Canal Grande a Venezia.Il palazzo cinquecentesco e' attualmente sede delle Poste Italiane che lo hanno ceduto per fare cassa. Ad aggiudicarsi il Fontego dei Tedeschi, con un offerta di circa due milioni superiore alla base d'asta (51), e' stata Edizione Property, braccio immobiliare di Edizione Holding. Gran parte del complesso dovrebbe essere utilizzato per attivita' commerciali.

che bello, domenica prossima vado pure a visitarla. Ma sapete per caso se si può entrare all'arsenale?
e cosa sarebbero le attività commerciali di cui si parla? Forse delle visite o cose simili?
I Benetton sono troppo potenti in Italia, beh comunque meglio loro della vecchia casa reale. Anzi, per fortuna abbiamo il Silvio Berlusconi che lascia meno spazio alla vecchia, odiosa, casa reale.

venerdì 26 settembre 2008

Fs, migliorano i conti

ROMA - Il gruppo Ferrovie dello Stato chiude il bilancio semestrale con un deciso miglioramento dei conti: il Mol si attesta a 371 milioni di euro, con una crescita di oltre il 200% con un «rosso» di 178 milioni (recupero del 36% rispetto al risultato negativo del primo semestre 2007 e dell'84% rispetto alle perdite di 1.121 milioni di euro dei primi sei mesi 2006).

RISULTATI - Sono questi i principali risultati della relazione semestrale del gruppo al 30 giugno 2008 che è stata approvata dal Consiglio dei Amministrazione di Ferrovie. Il miglioramento della gestione è dovuto sia all' aumento dei ricavi operativi del 5% rispetto al primo semestre 2007 e del 16% rispetto allo stesso periodo 2006, sia alla diminuzione dei costi operativi del 2,8% rispetto al primo semestre 2007 e del 4,6 per cento rispetto allo stesso periodo 2006. Il risultato operativo di gruppo - affermano le Ferrovie nella comunicato diffuso al termine del Cda - si avvicina al pareggio (-50 mln rispetto ai -242 di fine giugno 2007 ed ai -735 del primo semestre 2006). E lo fa «in anticipo sulle tappe del ritorno ad un equilibrio della gestione previste dal piano industriale 2007-2011».

TREND POSITIVO - Il trend positivo è ancora più significativo - spiegano le Ferrovie - se si tiene conto dell'ulteriore incremento degli oneri finanziari dovuti in larga parte all'indebitamento delle gestioni precedenti il 2007 (+22,5% rispetto a fine giugno 2007 e +106% sullo stesso periodo del 2006). Tra i motivi del miglioramento la forte ripresa di Trenitalia che chiude il semestre con un Mol (Margine Operativo Lordo) a 373 milioni di Euro (dieci volte l'ammontare registrato nello stesso periodo del 2007) e un risultato operativo per la prima volta in sostanziale equilibrio (-8 milioni di euro contro i -271 del 2007 e i -654 del 2006). Il risultato netto della società è pari a -138 mln di euro (-310 a fine giugno 2007 e -1022 nel primo semestre 2006).

In sostanza si nota un miglioramento imputabile soprattutto alla bontà del management, che nel giro di pochi anni potrà traformare il sistema ferroviario italiano.

ANDATE QUA

http://www.project10tothe100.com/intl/IT/index.html

Crisi immobiliare. Si inizia a tremare anche in Europa?


Non è solo il mercato immobiliare Usa a tremare: segnali allarmanti anche da Spagna

Non è solo il mercato immobiliare americano a tremare. Arrivano segnali allarmanti anche dal mattone spagnolo: fra gennaio e luglio di quest'anno le vendite di case sono calate del 27%. Lo ha comunicato l'Istituto Nazionale di Statistiche Ine. Nel solo mese di luglio ci sono state 46.467 operazioni di compravendita. Si tratta del 26,3% in meno rispetto allo stesso mese del 2007.

mercoledì 24 settembre 2008

Camorra, Maroni: nel Casertano è in atto una guerra civile

Nel Casertano «siano in presenza di una vera e propria guerra civile che la camorra ha dichiarato allo Stato». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nell'informativa urgente in Senato sulla situazione dell'ordine pubblico nel casertano. Il ministro dell'Interno ha sottolineato «le finalità di terrorismo per diffondere terrore» tra la popolazione che hanno contraddistinto gli episodi avvenuti lo scorso 18 settembre con la morte in due agguati camorristici di sette persone. La risposta dello Stato. «Il governo - ha detto Maroni - intende proseguire con ancora maggiore fermezza nel contrasto alla criminalità organizzata. Siamo in presenza di una vera e propria guerra civile che la camorra ha dichiarato allo stato. E lo Stato deve rispondere con tutti i mezzi per riaffermare il controllo di legalità su tutto il territorio nazionale». Per questo motivo, ha proseguito Maroni, «il consiglio dei ministri di ieri ha approvato un decreto legge con nuove misure urgenti per il contrasto alla criminalità organizzata e all'immigrazione clandestina con il quale si dispone tra l'altro l'invio di 500 militari nelle aree dove di ritiene necessario assicurare un più efficace controllo dei territori particolarmente colpiti da fenomeni di emergenza criminale».Troppi camorristi agli arresti domiciliari. Solo nel comune di Castelvolturno «ci sono 118 persone agli arresti domiciliari»: un numero che rende difficile o impossibile qualsiasi controllo. «Invito il Parlamento - ha aggiunto Maroni - a fare una riflessione, a studiare una iniziativa» che porti a una riduzione dei benefici e degli arresti domiciliari per coloro che sono accusati di reati di mafia. Secondo Maroni sono state rivolte «accuse ingenerose» alle forze dell'ordine dopo l'arresto di Alfonso Cesarano, uno dei presunti componenti del gruppo di fuoco che ha agito lo scorso 18 settembre in quanto era agli arresti domiciliari. Il titolare del Viminale ha «confermato il pieno e incondizionato apprezzamento per l'opera svolta dalle forze dell'ordine». La concessione dei benefici a persone accusate di reati di mafia - ha sottolineato il ministro - «è spoporzionata» e rischia di vanificare i controlli in un'area ad alto rischio per le infiltrazioni delle organizzazioni criminali.
Note su Roberto Maroni: Il 7 maggio 2008 Berlusconi gli ha affidato l'incarico di Ministro dell'Interno.

Ricordate chi è Kervièl?


Nell'anno della crisi finanziaria più incendiaria che sta mandando in fumo enormi ricchezze esce in forma di fumetto la storia che ha aperto quest'anno difficile. Lunedì viene pubblicato in Francia il tanto atteso " Le journal de Jérome Kerviel"di Lorentz illustrato da Nicolas Million edito da Thomas Editions, il cui protagonista è proprio quel giovane trader della Société Generale che alla sua società ha causato un buco di quasi 5 miliardi di euro.Una perdita ingente prodotta dalla spregiudicatezza di un uomo solo di appena 31 anni alla cui storia si spira il fumetto in forma di diario che ripercorre le tappe dello scandalo finanziario. Come da semplice e oscuro funzionario di back office Kerviel sia riuscito ad accumulare posizioni per almeno 60 miliardi di euro su futures legati agli indici di Borsa, i più semplici e primitivi tra i prodotti derivati, dei quali Société Générale è leader mondiale.Una "graphic novel" esemplare su come farsi beffa di un sistema di controllo e di gestione del rischio apparentemente inviolabile ma nei fatti esposto alle manipolazioni di un singolo dipendente. Oltre al buco di 4,9 miliardi da lui prodotto , c'è il danno conseguente dalla inevitabile chiusura delle posizioni nei giorni di mercato peggiori degli ultimi anni tanto da costringere la banca a una svalutazione di 2 miliardi legata alla crisi dei subprime e a una ricapitalizzazione da 5,5 miliardi di euro per compensare l'erosione patrimoniale. Dalla vicenda inquietante che ha rafforzato il partito di quanti premono e tra questi vi è il governo francese per un controllo rafforzato delle autorità di vigilanza esce una storia esilarante. Insomma sembrano lontani i tempi dei drammi e dei suicidi per i crack finanziari, adesso si gioca a un nuovo gioco: "bucopoli" .

Crisi finanziaria: Fbi indaga su Freddie, Fannie, Aig e Lehman

L'Fbi ha avviato una inchiesta su quattro dei principali protagonisti della crisi dei mutui per capire se ci sono state irregolarità o frodi. L'inchiesta riguarda Freddie Mac e Fannie Mae, i giganti dei mutui immobiliari; Lehman Brothers, la banca d'affari fallita nei giorni scorsi; Aig (American international group) , il colosso delle assicurazioni salvato dalla Federal Reserve. Ci sono almeno 26 episodi a carico delle quattro società finiti sotto la lente degli investigatori del Federal Bureau of investigation per presunte frodi, ha detto un funzionario Fbi che ha chiesto di restare anonimo. L'inchiesta, precisa il funzionario, è in una fase preliminare.
L'Fbi indaga sulle possibili responsabilità delle società che hanno portato alla crisi più importante di Wall Street dagli anni della Grande depressione nel 1929. Fannie e Freddie, le due grandi agenzie semi-pubbliche dei mutui che garantiscono il 40% dei mutui in essere negli Stati Uniti, e il gruppo assicurativo Aig sono stati salvati dall'invervento del Governo questo mese. Lehman è fallita per bancarotta. La crisi ha portato inoltre l'ammnistrazione Bush a lanciare un piano straordinario di salvataggio da 700 miliardi di dollari, appena presentato al Congresso, per garantire la stabilità delle istituzioni finanziarie Usa. I portavoce delle rispettive società hanno preferito non rilasciare commenti sull'inchiesta Fbi.
Anche la Securities and Exchange Commission ha aperto un'indagine sulle quattro società per "violazioni civili". Ambienti vicini all'inchiesta Fbi fanno sapere che altre società sarebbero nel mirino degli investigatori, tra cui IndyMac Bancorp inc. e Countrywide Financial corp.
In Italia intanto il Codacons denuncia che «sono 40.000 i risparmiatori italiani coinvolti nel crack Lehman Brothers» e preannuncia una class action contro banche e società di rating.
fonte: ilsole24ore

domenica 21 settembre 2008

Capitalizzazioni di mercato

(ANSA)- NEW YORK, 20 SET -Wall Street in saldo.La crisi subprime piega le grandi societa' Usa e i nomi storici,della finanza e non,vedono crollare il proprio valore. In termini di capitalizzazione di mercato, la Fiat vale quasi il doppio di General Motors e un poco di piu' dell'altro colosso di Detroit, la Ford. Analogo, ma ancor piu' evidente e' confronto fra le banche: Unicredit e IntesaSanpaolo, con una capitalizzazione pari a 51 e 47 miliardi di euro, valgono molto di piu' di Morgan Stanley e Merrill Lynch.

L'ultima spiaggia...




(ANSA) - ROMA, 21 SET - Il commissario straordinario di Alitalia (Milano: AZA.MI - notizie) pubblichera' una sollecitazione a presentare entro il 30/9 offerte pubbliche per la compagnia. Fantozzi, sentito dal Messaggero, prosegue l'esplorazione per individuare alternative al progetto di Cai per il momento naufragato. Domani l'annuncio apparira' sul sito Alitalia, martedi' su tre giornali italiani e su un quotidiano finanziario internazionale. Si cercano soggetti in grado di garantire continuita' del servizio per uno o piu' rami di azienda.


Ce la farà?

Berlusconi: «Via al nucleare»


ROVIGO - «Entro la prossima primavera il governo presenterà un Piano energetico nazionale» che prevedrà anche «l'avvio del nucleare». Lo ha annunciato il premier Silvio Berlusconi intervenendo alla cerimonia per l'inaugurazione del rigassificatore di Rovigo spiegando che il Piano si baserà «sulla diversificazione delle fonti, l'avvio del nucleare e le energie rinnovabili» e consentirà al Paese di riportare «i costi energetici allo stesso livello delle altre imprese e famiglie europee».
CRISI USA - «Abbiamo un bilancio dello stato che piange» a causa di un «enorme debito pubblico» ha agiunto Berlusconi. Per il premier la crisi americana porterà ad un aumento dei tassi di interesse «e il bilancio italiano certamente ne risenterà».
PONTE SULLO STRETTO E TAV - «La Sicilia avrà il suo ponte entro la legislatura» ha promesso poi il premier. Che è poi intervenuto anche sull'Alta velocità ferroviaria spiegando che: «lo Stato deve imporsi sulle spinte anarchiche».


Io dico sì al nucleare, unica ancora di salvataggio per quest'epoca di crisi energetica (per la scarsità delle riserve petrolifere e la crescita del consumo energetico). Dico no al ponte dello stretto...c'è un giro d'affari mafioso senza eguali a mio parere. Un'opera inutile...Molto meglio e indispensabile è invece investire non solo nell'alta velocità, ma anche nella rete ferroviaria di base che in Italia oltre ad essere pessima è anche inefficiente...tanti sprechi e poca funzionalità.


giovedì 18 settembre 2008

Microsoft punta sul marchio XBox

Riporto un articolo che descrive il prossimo panorama del gaming per quanto riguarda Microsoft. Ancora una riduzione di prezzo per XBox 360. La console di Microsoft, infatti, sarà venduta a € 179,99 a partire dal 19 settembre. Ci riferiamo alla versione Arcade, ovvero al modello commercializzato senza disco rigido. Ci sono nuovi prezzi anche per i modelli Premium ed Elite.
XBox 360 Premium, dotata adesso di hard disk da 60 GB invece che da 20 GB, avrà un prezzo di di € 239.99; mentre il modello Elite, con hard disk da 120 GB; sarà venduto a € 299,99. La riduzione dei prezzi va inquadrata nella strategia di rinnovamento che Microsoft sta pianificando intorno a XBox 360, che culminerà nella nuova dashboard che verrà lanciata in autunno.
Dal comunicato stampa ufficiale: "I nuovi prezzi stimati di vendita sono parte della strategia di Microsoft che ha l’obiettivo di aprire le porte del gioco e dell’intrattenimento in alta definizione ad un pubblico sempre più ampio, grazie a contenuti adatti ad ogni esigenza. Parte fondamentale di questa strategia è la nuova “XBox Live Online Experience”, in arrivo quest’autunno, che si prepara a reinventare completamente l’intrattenimento domestico, grazie ad un nuovo look accattivante e con un’esperienza d’utilizzo rinnovata volta a far provare all’utente più divertimento, maggiore facilità d’uso e un grande spirito di socializzazione".
“Siamo onorati e felici di poter espandere la portata di XBox 360 come prima console della next generation a infrangere la soglia dei 200 euro, rendendo la nostra piattaforma 200 euro meno cara rispetto ai competitor”, ha dichiarato Chris Lewis, Vice Presidente di Microsoft Interactive Entertainment Business in Europa. “La storia mostra che i maggiori picchi di vendita di console si verificano dopo che questo limite di prezzo è stato infranto, e noi siamo oggi nella posizione di avvantaggiarci di questa offerta per il mercato di massa. Stiamo facendo sentire i benefici dell’essere la prima console a vendere oltre 20 milioni di unità, a tutti i consumatori, con un ecosistema del mondo XBox in continua espansione".

Come reagiranno i major, Nintendo e Sony in primis?

martedì 16 settembre 2008

Nokia, ecco come è fatto il nuovo N96. Cellulare o computer multimediale?










Giusto tre giorni fa mi stavo informando sui nuovi modelli Nokia, visto che l'Iphone non mi convince più di tanto ormai...ed ecco qua, dal sole24ore, un nuovo articolo che parla del nuovo gioiellino di casa Nokia:

il Nokia N96, il fiore all'occhiello della gamma Nseries della casa finlandese di cui si parla da tempo, è infatti prenotabile dall'Online Shop del produttore sborsando 719 euro. Il prezzo di listino indicato da Nokia, quello cioè che il consumatore pagherà alla cassa del centro commerciale o negozio dove lo andrà fisicamente a ritirare, sono tanti e per qualcuno forse anche decisamente troppi. La dote tecnica di questo terminale, però, parla da sola: display da 2,8 pollici, altoparlanti stereo 3D integrati, 16 Gbyte di memoria interna, modulo A-Gps con navigatore (Nokia Maps) e guida vocale, lettore multimediale, fotocamera da 5.0 megapixel e il chipset Dvb-H per ricevere i canali della televisione digitale terrestre. L'accesso privilegiato ai servizi di Ovi fanno invece pendant con le capacità di comunicazione wireless (via reti Wi-Fi o 3G Hsdpa 3G). Letta così assomiglia molto di più alla scheda tecnica di un mini computer da tasca che non a quella di un cellulare. Appunto.
L'accordo formalizzato nei giorni scorsi con Microsoft per estendere a tutti i dispositivi della serie S60 3rd Edition (43 modelli per circa 80 milioni di cellulari venduti sul mercato) la funzionalità Exchange Activesync e con essa l'accesso semplificato alla mail aziendale su piattaforma made in Redmond è già andato in archivio. In questi giorni Nokia è particolarmente attiva come lo sono del resto i suoi diretti concorrenti. Un esempio: ieri Research In Motion ha ufficializzato a braccetto con Microsoft che porterà il motore di ricerca Live Search di quest'ultima sui BlackBerry (e sul portale mobile di Rim) entro la fine dell'anno, dando continuità a una collaborazione che in maggio è sfociata con la disponibilità a bordo degli smartphone della casa canadese dei servizi Messenger e Hotmail di Windows Live. Quale allora, in questo intreccio di alleanze, la contro risposta del gigante finlandese? Eccole: la funzionalità di sincronizzazione Pim (Personal information management) del suo "portalone" di servizi Ovi.com , la Ovi Suite per pc e il servizio di accesso remoto Files on Ovi. In poche parole un pacchetto di servizi con i quali gli utenti di terminali Nokia potranno gestire informazioni personali e contenuti digitali in diverse modalità attraverso un'interfaccia semplice e unificata. Servizi che nel disegno convergente del produttore hanno il compito di rendere sempre più facile la comunicazione (via Internet) fra smartphone e personal computer, di mettere nelle mani dei "mobile workers" strumenti sempre più capaci per lavorare e non solo (archiviare on line o su pc i dati personali, accedervi da remoto, condividere file multimediali e altro ancora) ovunque essi si trovino.

http://www.nokia.it/link?cid=PLAIN_TEXT_872024

PROSSIMAMENTE deve uscire un altro modello molto alettante, l'N85.
qua http://www.nokia.it/link?cid=PLAIN_TEXT_1102516 trovate la sua completa descrizione.

Quale vi ispira di più tra l'N96 e l'N85 e perchè?

Lehman, crack da 613 mld $.

«Parte delle procedure di Chapter 11 prevedono che gli uffici siano chiusi con una certa gradualità» e l'Italia non fa eccezione, dato che «Lehman Italia non esiste come società indipendente ma dipende da Londra, le cui sorti sono chiare». Lo ha detto all'agenzia Radiocor Rainer Masera, managing director per l'Italia di Lehman Brothers. Man mano che i curatori prendono il controllo delle diverse attività, spiega Masera, «ci sarà la chiusura degli uffici» e per quanto riguarda l'Italia, la prospettiva che la chiusura si completi entro la settimana è indicata come «credibile».
Seimila licenziamenti in Europa
La banca statunitense Lehman Brothers ha ufficialmente chiesto oggi al tribunale fallimentare di New York l'amministrazione controllata ex articolo 11. Nell'atto con cui ha formalizzato la sua bancarotta, Lehman indica di aver debiti per la somma colossale di 613 miliardi di dollari. Lo anticipa il Wall Street Journal nella sua edizione online. Lehman Brothers, già quarta e blasonata banca d'investimenti di Wall Street, ha anche deciso, secondo quanto riportato dall'agenzia AdnKronos, il licenziamento di 6 mila dipendenti in Europa, comprese, per quel che riguarda l'Italia, il personale delle sedi di Milano (120) e Roma (20). I licenziamenti sono operativi da subito. Stamane il broker Usa, il cui titolo è stato sospeso dagli scambi mentre il valore tendeva ormai ad azzerarsi, ha inoltrato la richiesta di protezione dai creditori garantita dal capitolo 11 del diritto fallimentare Usa. Circa 26 mila persone in tutto il mondo lavorano per Lehman, di cui per l'appunto seimila in Europa, e oltre 10 mila soltanto a New York. E la Grande Mela si prepara a un nuovo terremoto. La crisi del fine settimana nel settore bancario potrebbe provocare una perdita di altri 50 mila posti di lavoro in una città e un settore che dall'inizio dell'anno ne ha persi già centomila. Per far fronte all'emergenza Michael Bloomberg, il sindaco miliardario ex trader di Salomon Brothers, ha convocato un vertice a City Hall con i suoi più stretti collaboratori.

Influenza 08-09

(ANSA) - VILAMOURA (PORTOGALLO), 15 SET - L'epidemia di influenza della prossima stagione invernale sara' molto probabilmente piu' intensa rispetto agli anni scorsi, e con un numero maggiore di casi, poiche' determinata da tre virus ''completamente nuovi con, in particolare, un nuovo ceppo molto virulento in arrivo dall'Australia''. Ad affermarlo sono gli esperti riuniti a Vilamoura per la terza Conferenza europea sull'influenza. Quest'anno, affermano gli infettivologi sara' dunque ancora piu' decisivo vaccinarsi. Una nuova variante del virus influenzale, che potrebbe essere la causa di una grave epidemia, e' dunque in arrivo in Europa dall'Australia (da qui il nome 'Australiana' dal virus stagionale 2008-2009). E proprio in Australia e' stato osservato un forte aumento dei casi di influenza nel 2007, risultati superiori di tre volte rispetto agli ultimi cinque anni. C'e' quindi il rischio che i casi possano moltiplicarsi anche in Italia. Secondo il centro di collaborazione Oms di Melbourne, hanno sottolineato gli specialisti, e' il nuovo virus influenzale A/H3N2, noto con il nome di A/Brisbane, il primo responsabile di questo aumento di casi, tanto che l'Oms ne ha raccomandato l'introduzione nel vaccino per l'Europa. Inoltre, per la prima volta negli ultimi vent'anni, il vaccino antinfluenzale per la stazione 2008-2009 conterra' tre nuovi ceppi rispetto a quello dell'anno precedente. Questa nuova composizione include, appunto, il nuovo ceppo A/H3N2 e altri due nuovi ceppi A e B (A/Brisbane e B/Florida). Ogni anno, infatti, il network di sorverglianza Oms analizza migliaia di campioni virali provenienti da tutto il mondo e individua i tre ceppi che colpiranno con maggiore probabilita' nella prossima stagione. E' sulla base di tali indicazioni che le aziende producono ogni anno il nuovo vaccino.(ANSA).

lunedì 15 settembre 2008

Australia, ottantenne è campione di body building


SIDNEY (Reuters) - All'età di quasi ottant'anni, l'australiano Ray Moon ha superato la poliomielite, un intervento a cuore aperto, problemi alla prostata e un fallimento finanziario, per diventare poi un campione di body building.

Con muscoli e forza di un uomo molto più giovane della sua età, Moon è stato incoronato ieri campione nella categoria "over 60" di una competizione nazionale di body building per amatori.
"In genere partecipo a quella 'over 70' ma quest'anno l'hanno eliminata, quindi ho dovuto competere con persone più giovani di me", ha detto Moon a Reuters al telefono.
L'ex ristoratore milionario ha iniziato ad allenarsi cinque anni fa per "disimpegnare la mente" dopo il fallimento della sua attività.
"Sono stato così sfortunato da aver avuto un ostacolo finanziario che mi ha lasciato senza un soldo e quindi avevo bisogno di qualcosa che mi facesse riprendere a livello mentale", ha detto. "Così ho iniziato a lavorarci con il proprietario della palestra che è stato Mister Universo".
Moon, che compirà ottant'anni quest'anno, segue una dieta ferrea e un allenamento costante. "Mi alleno cinque giorni a settimana, due ore agli esercizi e faccio anche camminate di tre o quattro chilometri ogni giorno sul tapis roulant", ha detto, aggiungendo di seguire una dieta iperproteica.
Il campione australiano ha detto che spera di aver invogliato altri anziani a diventare più attivi. Il suo consiglio è semplice: "Ho sempre avuto un atteggiamento positivo ben prima che la mia attività fallisse, ma sicuramente questo aiuta quando non hai soldi e devi ricominciare da capo".

Prostitute, fuga dalle vie del sesso


«E nelle case chiuse affitti record». La protesta di lucciole e viados: due volte puniti dal decreto Carfagna
Le prime a sparire sono state le cinesi (proprio le ultime ad essere arrivate). Albanesi e romene si sono presentate più sfoltite e meno esplicite, usando la tattica della discrezione e della mimetizzazione: incollate ai muri, alle fermate dei mezzi pubblici o sedute nelle pensiline. Per tutte, occhi aperti e tacchi pronti a girare velocemente all'avvicinarsi di qualche volante. E c'è già chi pensa di aumentare l'affitto a chi, rischiando in strada, è costretta a rintanarsi in casa per vendere il proprio corpo. Ma il carosello dei clienti abituali, occasionali o semplicemente curiosi continua, soprattutto la notte. Un po' più nervoso e deluso quando, al solito angolo non si trova l'attesa lucciola o viados. Già, i cerbiatti, che invece non vogliono abbandonare la strada e si muovono più velocemente da un punto all'altro delle vie storiche della prostituzione in una sorta di caccia al tesoro. Tre sere dopo la notizia del decreto legge proposto dalla ministra Mara Carfagna, ci sono meno passeggiatrici. C'è attesa e disorientamento. Nel dubbio, senza ben capire quale sarà il loro destino, le prostitute hanno preso qualche giorno di pausa. Confuse anche dalla presenza più massiccia delle forze dell'ordine, sollecite nel chiedere documenti. Una sbandata che ha messo in allarme il Mit (Movimento sulle identità transessuali) e il comitato per i diritti civili della prostitute: «Riteniamo che si stia facendo solo un'operazione di maquillage, mentre i problemi veri non vengono affrontati ne risolti, ma sicuramente aumenteranno. La proibizione di lavorare in strada avrà conseguenze gravi e pericolose per tutte quelle persone che non sono in grado di organizzarsi al chiuso. Non è infatti possibile che ogni prostituta possa ottenere un contratto di affitto. E c'è chi ci speculerà». E sulle case, c'è anche chi ha nostalgia di quelle chiuse, come un distinto avvocato di 81 anni che esordisce dicendo: «A me le donne sono sempre piaciute. Da matti». E sul decreto: «È un'infamia. Non si può modificare il fenomeno della prostituzione con un provvedimento legislativo. Sarebbe meraviglioso riaprire i bordelli. Sono per la regolamentazione, perché temo che togliendo le lucciole dalle strade, aumentino i reati a sfondo sessuale che già negli ultimi anni hanno avuto un'impennata». Malumore tra i clienti: «Io non sono un puttaniere molto attivo — esordisce Marco, 38 anni, single — ma non perché ritenga immorale andare con le prostitute, ma perché non ho soldi per farlo». E Giovanni, 46 anni, moglie e due figli a carico: «Adesso va a finire che mi mettono pure in galera per un reato gravissimo: far salire in macchina delle prostitute. Allora sono un pericoloso criminale». Samuel, 53 anni, è ancora più cattivo: «Ma dove le mettiamo le prostitute di alto bordo che se la spassano con i nostri, santi, politici?». Per chi invece per anni ha subìto «lo sconcio» sotto casa, il decreto «è stato fatto per rompere il ghiaccio». «Necessariamente — si augura Fabiola Minoletti, presidente del comitato spontaneo, apolitico Abruzzi-Piccinni — seguirà un'altra normativa che provvederà alla regolamentazione della prostituzione nei luoghi chiusi, autogestiti da cooperative di prostitute professioniste».

sabato 13 settembre 2008

Articolo su Alitalia molto interessante (Storia)


http://www.soldieborsa.it/notizie/ultime/i-personaggi-di-una-vicenda-alitaliana.html

in particolare si tratta di un articolo preso dal nuovo sito creato da un mio amico, studente di economia e finanza.


venerdì 12 settembre 2008

Paradosso subprime: Lehman Brothers vale meno della Popolare di Sondrio

La crisi subprime americana ha messo al tappeto i colossi delle case di investimento d'Oltreoceano, simboli della finanza mondiale. Al punto che, dopo l'ulteriore tonfo di oggi, la capitalizzazione di Lehman Brothers (intorno alle 19 italiane di giovedì le azioni accusano un calo del 32%) è inferiore a quella della Popolare di Milano e della Popolare dell'Emilia Romagna. Più o meno in linea con quella della Popolare di Sondrio.Anche le big Morgan Stanley, Merrill Lynch e Goldman Sachs valgono meno, almeno tenendo conto dei prezzi di Borsa, delle nostrane Unicredit e IntesaSanPaolo. In verità per valutare gli istituti occorre tener conto del valore degli asset, delle attività, nonché dell'esposizione finanziaria di ciascun istituto. D'altra parte il mercato, con le proprie quotazioni, fornisce sempre una buona misura del polso. Numeri alla mano Lehman Brothers oggi capitalizza circa 3,4 miliardi di dollari, ovvero 2,47 miliardi di euro (tenendo conto dell'attuale cambio euro-dollaro a 1,3927). Insomma quanto la Popolare di Sondrio, o forse meno se se prendessimo in considerazione i minimi toccati oggi dalle azioni della banca d'affari Usa (la capitalizzazione dell'investment bank e' scivolata fino a 2 miliardi di euro). L'istituto milanese presieduto da Roberto Mazzotta, ai corsi di Borsa vale 2,7 miliardi e la Bper 2,8 miliardi. Sempre in termini di paragone, Lehman vale meno della metà della banca d'affari italiana Mediobanca (7,6 miliardi). Molto meno anche del Monte dei Paschi (9,9 miliardi), di Ubi (9,5 miliardi) e del Banco Popolare (7,9 miliardi). A una distanza che appare quasi siderale rispetto ai colossi nostrani Unicredit (49,5 miliardi) e IntesaSanPaolo (45,2 miliardi), con i quali non vincono la gara nemmeno big del calibro di Goldman Sachs (43,3 miliardi di euro), Morgan Stanley (41,29 miliardi di dollari) e Merill Lynch (22,2 miliardi). Solamente Jp Morgan (98,37 miliardi di euro) e Citi (70,69 miliardi) continuano a mantenere la leadership, almeno in termini di capitalizzazione. (Radiocor)

mercoledì 10 settembre 2008

Chi è Shifu?







Avete visto il maestro Shifu negli ultimi giorni?


Ora vi svelo la sua identità:


è un red panda, ovvero un panda rosso






Nuovo iPod nano




Genio musicale.
Ascoltando una canzone che vi piace tantissimo vi viene voglia di trovarne altre che stiano bene insieme. Cosa fate? La funzionalità Genius setaccia la vostra libreria per creare una playlist di brani che stanno benissimo insieme. Sarà come avere un genio della console a vostra disposizione.
Cambiate musica.
È un fatto: a volte l’imprevedibilità dà sapore alla vita. E da oggi basta agitare iPod nano per shakerare la vostra musica passando a una canzone diversa nella libreria. Il risultato non finirà mai di stupirvi.

A ritmo di foto.
Tenete in tasca centinaia di foto da mettere in mostra ovunque andiate. Tenete iPod nano in posizione verticale per vedere gli scatti in modalità ritratto, ruotatelo di lato per la modalità panorama. Visualizzate nel formato corretto, le vostre foto avranno un aspetto magnifico sul brillante display con risoluzione di 320x240.

Batteria e alimentazione
Batteria ricaricabile agli ioni di litio integrata
Tempo di riproduzione

Tempo di riproduzione musicale: fino a 24 ore con una carica completa
Tempo di riproduzione video: fino a 4 ore con una carica completa
Ricarica tramite computer via USB o tramite alimentatore (in vendita separatamente)
Tempo di ricarica rapida: circa 1,5 ore (ricarica fino all’80% della capacità della batteria)
Tempo di ricarica completa: circa 3 ore




martedì 9 settembre 2008

Ma sparargli prima, no?

MILANO - Era in cura per problemi psichiatrici Emiliano Delle Ville, 30 anni, l'uomo che questa mattina intorno alle 9 ha accoltellato due passanti e due carabinieri, prima di essere fermato dai militari con un colpo di pistola alla gamba. La vicenda è iniziata nell'Esselunga di viale Zara a Milano. Delle Ville ha iniziato prima a girare per i corridoi del supermercato, poi senza alcun motivo si è scagliato armato di coltello contro un dipendente che è riuscito ad evitare il fendente e ha avvertito il direttore. Nel frattempo l'aggressore è uscito in strada e ha accoltellato il portiere dello stabile di via Veglia 49.
L'uomo, italiano di 43 anni è rimasto ferito alla gola. Il raptus di follia non è però finito qui: poco più avanti Delle Ville ha aggredito e ferito all'addome un ragazzo di 23 anni, dipendente di un'impresa edile, che si trovava in strada a chiacchierare con un collega. Quest'ultimo ha inseguito l'aggressore chiamando nel frattempo il 112.
L'INSEGUIMENTO - Quattro carabinieri hanno seguito Delle Ville fino al secondo piano del palazzo in via Murat dove vive e gli hanno intimato di uscire. L'uomo ha aperto la porta e si è scagliato contro i militari impugnando due coltelli. Li ha feriti entrambi: uno alla mano, l'altro alla testa. C'è voluto un colpo di pistola alla gamba destra per fermarlo. I carabinieri sono ricoverati all'ospedale Fatebenefratelli, gli altri due feriti e l'aggressore all'ospedale Niguarda. Le analisi che saranno effettuate nelle prossime ore potranno accertare se l'uomo questa mattina aveva fatto o meno uso di sostanze stupefacenti. Delle Ville è accusato di tentato triplice omicidio.

La vita di Saviano

MANTOVA - Sul palco del teatro Sociale di Mantova una sedia e un tavolino di legno; sopra un computer portatile, collegato ad un proiettore, ed un ragazzo di ventinove anni in jeans e camicia bianca che parla al microfono. Ai lati del palco, in piedi, quattro poliziotti in borghese: giubbotto antiproiettili, pistola malcelata nella fondina, auricolare. Il ragazzo che parla è sottoscorta per avere scritto un libro, "Gomorra", che ha venduto più di un milione di copie; potenza della scrittura. La dodicesima edizione del Festivaletteratura chiude con l'agghiacciante rassegna stampa di Roberto Saviano, che documenta come la camorra si serva dei giornali locali per comunicare il suo pensiero e lanciare messaggi. "Corriere di Caserta", titolone in prima pagina: "Don Peppe Diana era camorrista". Il parroco di San Nicola fu ucciso nel 1994 perché aveva sfidato la camorra, «e subito dopo è partita la campagna diffamatoria», osserva Saviano. «È il loro metodo quello di tentare di screditare le persone che gli si oppongono». Altro clic di Saviano al pc ed altro titolo, sempre dal "Corriere di Caserta": "Boss playboy, de Falco re degli sciupafemmine". La tensione in sala si stempera in una timida risata. «C'è la mitizzazione dei boss, i ragazzi ne hanno una tale stima e timore che non pronunciano mai il loro nome, sarebbe come nominare Dio invano».
Nell'ultima mezz'ora Saviano spiega com'è cambiata la sua vita da quel 13 settembre 2006, giorno in cui è stato messo sotto scorta, condizione condivisa con molte altre persone, tiene a precisare. «Non prendi più un treno, non sali più su una macchina che non sia blindata. Cosa fai, con chi esci?». Parla in seconda persona, quasi a marcare una vicinanza, come se questa cosa eccezionale capitata a lui, potesse toccare in sorte a ciascuno di noi. Confida di avere «il sogno di una casa», di non riuscire a trovare casa a Napoli, ma neppure a Roma. «La mia presenza dà fastidio, mi odiano soprattutto le persone lontane dai clan, gli dà fastidio il continuo confronto con loro, è come se io dicessi: io sono migliore di voi». Con il pc fa partire un servizio di una trasmissione Mediaset in cui la sorella del boss Cicciariello, quello arrestato con l'amante, a commento di "Gomorra" dice: «Cosa gli abbiamo fatto noi di Casale di Principe? Gli abbiamo violentato la moglie, gli abbiamo violentato la fidanzata, ammazzato un fratello?». È difficile addormentarsi con tali parole nella testa, assicura Saviano: «Ti distruggono la quotidianità, ti fanno capire che anche le persone intorno a te sono in pericolo». Quindi ricorda come, il giorno stesso di quel servizio televisivo, fu ucciso un uomo che aveva denunciato i camorristi nove anni prima, e a cui era stata appena tolta la scorta. "Tardariello ma mai scurdariello", recita un detto campano che non necessita di traduzione: la vita di Saviano non sarà mai più al sicuro. La sala è ammutolita, si sta identificando in quel ragazzo, e alla fine molti si commuovono mentre lo scrittore enuncia le persone alle quali intende dedicare la serata: «Ai miei ragazzi della scorta; ci muoviamo sempre insieme e mi piace pensare a noi come a una falange. A Serena, che è andata via perché la mia vicinanza la lerciava. A chi è venuto a vedermi dopo tanto tempo». Serena non si sentiva più tale accanto a questo ragazzo, che ha ricevuto un applauso di sei minuti da parte del pubblico, ma che ieri sera si è addormentato solo ancora una volta.
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sabato 6 settembre 2008

Atenei poli d'innovazione

Riprendendo un'intervista fatta da ilsole24ore, notiamo ancora una volta che la vera essenza dello sviluppo è insita nella ricerca. Ma vediamo meglio cosa dice il boss della Silicon Valley.
«Se abbiamo la Silicon valley lo dobbiamo alle università»: parola di John Hennessy, il tecnologo che presiede l'ateneo Stanford, in California, il "serial entrepreneur" che per primo ha scalato i vertici di un campus Usa.La maggior parte delle università americane, gestite con criteri privatistici, sono molto avanzate nella ricerca. Riescono a ottenere fondi, a fare investimenti e a conquistarsi brevetti. Che mettono a reddito. Nel senso che trasformano le idee in attività produttive, in vere e proprie start-up che poi spesso arrivano in Borsa o vengono acquistate da grandi gruppi. In tal modo, oltre a diventare un elemento propulsivo dell'economia, le università Usa riescono stimolare la ricerca e a motivare i giovani tecnologi. Oltre, naturalmente a finanziarsi.La California, grazie anche al follow-up dei laboratori universitari, ha dato i natali alla Silicon valley, ancora oggi il maxidistretto mondiale dell'Information communication technology (Ict). Hennessy è un tecnologo. Tra gli addetti ai lavori viene considerato un pioniere dell'hi-tech. Oltre ad essere docente in California vanta una grande esperienza nella creazione di imprese ad alto contenuto tecnologico: da qui la qualifica di "imprenditore seriale".Abbiamo incontrato Hennessy dopo l'intervento al meeting Ambrosetti, in occasione di una sessione che si è svolta nell'ambito del servizio Ap (Aggiornamento permanente) riservato alla prima linea mangeriale di cui fanno parte oltre 800 manager delle più importanti aziende italiane.
Ingegner Hennessy, visto il suo curriculum e la sua esperienza, la prima domanda è d'obbligo. Qual è il ruolo economico, sociale e politico che le università possono giocare nella crescita?
È indubbio che, specialmente negli Stati Uniti, le università rappresentano un fattore chiave per costruire lo sviluppo. Oltre a rappresentare un forte elemento di modernizzazione della società. Non le sto a ricordare tutte le invenzioni chiave che sono uscite dai laboratori, o le centinaia di start-up lanciate da nostri studenti, alcune molto note, specialmente nel settore internet.
Cosa fate, in concreto, all'università di Stanford? E perché siete così famosi e autorevoli?
La correggo. Sono pur sempre un professore. Forse non tutti lo sanno, ma Stanford non è una città, è una persona. Come Bocconi. E quindi si deve dire università Stanford. Forse siamo famosi perché da noi si sono laureati John Mc Enroe e Tiger Woods. Ma da noi insegnano anche una ventina di premi Nobel. Nel 1952 proprio uno dei nostri docenti vinse questo riconoscimento per aver scoperto la risonanza magnetica. Se lei oggi ha un problema fisico che non sia osseo, ma legato alle parti molli del suo corpo, fa la Tac. E dobbiamo dire grazie alla nostra ricerca.
Qual è il ruolo che ha giocato l'università Stanford per lo sviluppo del territorio?
Guardi, con poca modestia le racconterò la mia storia. Nel 1977, quando sono arrivato all'università Stanford come assistente ed esperto di informatica, il centro dell'elettronica e delle telecomunicazioni americane era localizzato sulla costa atlantica degli Stati Uniti. Se si voleva trattare questi temi, bisognava prendere l'aereo e fare un lungo viaggio. Lì c'erano i mitici Bell laboratories, la Ibm e la Dec. Pensi che quest'ultima è già "morta" un paio di volte, prima acquistata dalla Compaq e poi dall'Hp. In California c'era solo Intel (che allora produceva dischi magnetici) e nessuna società di software. Grazie anche all'impulso delle università oggi esiste appunto la Silicon valley. Che, nonostante l'ormai dimenticata bolla di internet, sta andando a gonfie vele. Lì c'è l'innovazione e il futuro di internet sia come prodotti sia come software sia come sviluppo della rete e dei nuovi servizi. Certo, la svolta è stata data dai microprocessori, dal personal computer e dal web.
È anche per questo che Stanford è un eccezionale polo di attrazione?
Noi siamo un sistema aperto. Oggi il 35% dei nostri studenti sono stranieri. Con punte del 58% per ingegneria.
Da dove arrivano queste nuove leve?
Il primo Paese è la Cina, seguita dall'India. Ma l'aspetto più importante, e lo voglio
sottolineare, è che la maggior parte di queste persone rimane in California o negli Stati Uniti e fonda, o va comunque a lavorare, in aziende hi-tech continuando quindi ad alimentare il circolo virtuoso dello sviluppo. Devo anche confessarle che alcuni dei talenti migliori sono andati fuori corso o non hanno ancora terminato il loro dottorato di ricerca perché attratti dalle sirene dell'industria (che qui suonano le note dei dollari).
Che suggerimenti si sente di dare al nostro Paese per migliorare i rapporti, molto
difficili, tra industria e università?
Il tema è ostico e complesso in tutto il mondo. Perché i due protagonisti parlano lingue diverse e, spesso, hanno culture d'impresa molto diverse. Non esistono quindi formule magiche. Io stesso sono diventato imprenditore quasi per forza, dal momento che nessuno voleva industrializzare il mio brevetto Risc. Detto questo, la prima cosa da fare è un sistema universitario basato sulla meritocrazia sia per i docenti sia per la selezione degli studenti. Serve poi una forte mobilità tra i due attori, elemento che favorisce la circolazione delle idee. Un altro fattore importante è, non sembri paradossale in tempi di globalizzazione, la "prossimità fisica": bisogna promuovere la politica delle "porte aperte". È anche utile incoraggiare giovani e professori ad assumersi dei rischi. Ma la modalità migliore per rendere feconda l'innovazione e il trasferimento tecnologico è rappresentata da un grande rispetto reciproco tra entrambi i partner.

mercoledì 3 settembre 2008

Fast and Furious 4

Il film si ambienterà tra Los Angeles, Messico e Repubblica Domenicana e sarà diretto da Justin Lin e Chris Morgan, già registi del terzo episodio. Le riprese del film - del quale Diesel sarà anche produttore, tramite la sua One Race Films - dovrebbero essere già iniziate come si può notare dall'unica foto rilasciata (Sopra)Nulla si conosce della trama, ma una cosa è certa:Il grande vecchio cast che aveva recitato nel primo episodio ritornerà al completo:Vin Diesel (Dominik Toretto)Paul Walker (Brian O'Conner)Jordanan Brewster (Mia Toretto)Michelle Rodriguez (Letty)Mancherà la bellissima Eva Mendez (Protagonista femminile del secondo episodio) a causa della altissima richiesta per l'ingaggio.

Nuovo browser: spettacolo

Il nuovo browser marchiato Google arriverà tra pochi mesi, e già microsoft e altre big companies iniziano a tremare e si preparano alla contromossa.
Firefox. Il browser open source di Mozilla è il protagonista ombra dell'ennesimo exploit della società californiana: prima di Chrome era suo il software che poteva dare fastidio a Microsoft e al suo Internet Explorer, che trovava il consenso di quegli utenti in cerca di qualcosa di più "pratico" e con meno fronzoli per navigare in Rete. Con l'avvento di Chrome, la cui missione è in sostanza quella di combinare una semplice interfaccia utente con una sofisticata tecnologia, cambiano le carte in tavola non solo nell'ambito della guerra dei browser ma sull'intero scacchiere del Web. Perché a "inventarsi" Chrome è Google, e Google è la società che ha in mano il pallino dei motori di ricerca e che ha nel suo arco servizi e strumenti Web (dalle mappe alla pubblicità on line) come nessun altra compagnia al mondo.
In Mozilla, che ricordiamo essere un partner strategico per Google – Mountain View è main sponsor delle attività di sviluppo e in cambio è il motore di ricerca di default di Firefox - hanno accolto Chrome con filosofia. Il Ceo John Lilly ne ha parlato come un qualcosa di "inevitabile", considerato il fatto che il business di Google è al 100% Web oriented. Lo stesso Lilly si dice però confidente che porterà nuovi stimoli competitivi sul mercato senza compromettere le finalità dei progetti open source che fanno capo a Mozilla Foundation. Google, in altre parole, vuole massimizzare la sua presenza come operatore a tutto tondo del Web e per farlo doveva farsi in casa anche il browser, sebbene finanzi un prodotto (Firefox) che non può non essere considerato il primo diretto concorrente di Chrome. Ma in Mozilla si possono consolare, almeno fino al 2011, con le decine di milioni di dollari che arrivano nelle sue casse via Google e con le commissioni legate alle attività di search effettuate all'interno del suo browser sull'engine della società californiana.

Scattano i nuovi piani per le vecchie prepagate

Operazioni differenti ma entrambe fortemente criticate da clienti e associazioni di consumatori. Sono le decisioni di Tim e Vodafone di intervenire su alcuni profili tariffari prepagati – per le quali anche lo Sportello reclami del Sole 24 Ore ha ricevuto richieste di chiarimento – e che sono finite nel mirino dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e dell'Antitrust. Annunciate ai clienti alla fine di luglio-inizio agosto tramite Sms, sito internet e avvisi sui quotidiani, prevedono una serie di variazioni delle condizioni applicate finora. Ecco una sintesi.TimTim aumenterà dal 9 settembre il costo delle chiamate voce di 0,05 cent al secondo (3 cent al minuto) per dieci piani tariffari prepagati. Restano invariati, invece, lo scatto alla risposta, quando previsto, e il costo degli Sms. Per compensare il ritocco verso l'alto l'operatore offre la possibilità di attivare gratuitamente, dal 9 settembre al 31 dicembre, l'opzione Tim -50% Long che prevede uno sconto del 50% sulle chiamate verso altri numeri Tim dopo il secondo minuto di conversazione (dopo un anno, per mantenere la riduzione occorreranno ricariche di almeno 15 euro ogni 30 giorni). In base ai calcoli dell'operatore, con questa opzione su una chiamata di quattro minuti, pur a fronte del rialzo delle tariffe, si risparmia fino al 18% rispetto ad ora. L'associazione di consumatori Altroconsumo, però, evidenzia che su una chiamata di circa due minuti i rincari arrivano al 20%. «Le modifiche – afferma Fabrizio Gorietti, responsabile marketing di Tim – devono essere valutate tenendo conto che negli ultimi anni le tariffe sono scese del 30% e anche quest'anno nel loro complesso continueranno a scendere. In questo contesto noi diamo la possibilità ai clienti di cambiare profilo tariffario e abbiamo a disposizione piani molto convenienti tra i quali scegliere». I clienti Tim possono infatti mantenere il piano utilizzato ora anche a fronte dei rincari, oppure passare gratuitamente a un altro oggi disponibile o ancora recedere con restituzione del credito residuo o passare ad altro operatore con la procedura di portabilità del numero.VodafoneL'operazione avviata da Vodafone è conseguenza della necessità di ridurre il numero di piani tariffari da parte dell'operatore. Degli oltre 100 piani lanciati in 13 anni, sottolinea l'azienda, alcuni non consentono nemmeno ai clienti di accedere alle nuove promozioni. Per questo motivo 31 vecchi profili tariffari confluiranno in sette nuovi creati appositamente e non sottoscrivibili dai clienti non coinvolti nell'operazione. Le variazioni comportano un allineamento del costo degli Sms a 10 cent, quello dello scatto alla risposta a 16 cent mentre per il costo al minuto le modifiche cambiano da piano a piano. Alle critiche di aver aumentato la spesa per gli utenti (secondo Altroconsumo fino al 34% su una chiamata di due minuti) Roberto Larocca, direttore divisione consumer di Vodafone Italia sottolinea che « i numeri presentati dall'associazione sono tutti da verificare: la spesa del cliente dipende dall'effettivo uso del telefonino. Nei nuovi piani ogni cliente troverà sempre almeno una voce più conveniente come il prezzo degli Sms che si riduce passando da 15 a 12 cent o da 12 a 10 cent». Gli utenti Vodafone, le cui novità scatteranno dal 1°ottobre, possono accettare le modifiche, attivando eventualmente e gratis entro il 30 settembre la promozione Infinity che consente di parlare gratuitamente con altri numeri Vodafone dopo il primo minuto, oppure passare a uno dei cinque piani tariffari che oggi compongono l'offerta prepagata o ancora scegliere il piano «Easy day special». C'è anche la possibilità di recedere o di passare ad altro operatore.DiffidaIn attesa di un pronunciamento di Agcom e Antitrust che potrebbe imporre uno stop alle operazioni (ma una decisione analoga di Wind fu sanzionata dopo molti mesi solo per le modalità di comunicazione della stessa, ndr), l'associazione di tutela dei consumatori Aduc sottolinea che la rimodulazione delle tariffe è da ritenersi illecita in quanto il Codice del consumo non permette la modifica unilaterale delle tariffe se non specificatamente previsto dal contratto e per giustificati motivi. Di conseguenza ha reso disponibile sul proprio sito (www.aduc.it) un fac-simile di diffida da inviare agli operatori affinché vengano mantenute le condizioni attuali.

fonte: ilsole24ore.com

lunedì 1 settembre 2008

Kung fu panda è primo


(ANSA) - ROMA, 1 SET - Kung Fu Panda di Mark Osborne e John Stevenson, garantito dal marchio Dreamworks, conquista subito la vetta dei film piu' visti nel week end. Il film incassa piu' di 4 milioni di euro in tre giorni. Il panda cicciottello e forzuto che vuol diventare campione d'arti scalza dalla vetta Le Cronache di Narnia. New entry al terzo posto con 'Doomsday', film inglese del genere catastrofico con Malcom McDowell. Da segnalare l'ingresso in sesta posizione di 'Sex list'.

Kung fu panda





Dopo le anteprime estive e gli annunci sul doppiaggio italiano capeggiato da Fabio Volo, arriva in Italia il cartoon "Kung Fu Panda". Il film di Mark Osborne e John Stevenson, che narra le avventure di un panda cicciottello e forzuto che vuol diventare campione d'arti marziali, è una delle pellicole in uscita insieme a "Doomsday", "Sexlist", "Presunta innocenza" e "Deep Water".
KUNG FU PANDA di Mark Osborne e John StevensonGarantito dal marchio di fabbrica della Dreamworks di Steven Spielberg e presentato in anteprima a Cannes, narra le fantastiche avventure di un panda cicciottello e forzuto che vuol diventare campione d'arti marziali. Per questo ha rischiato perfino di diventare protagonista di un incidente diplomatico nella realtà, con la Cina olimpica gelosa delle sue tradizioni.